TELECOM: PATUANO SI E’ DIMESSO. CATTANEO IN POLE PER LA SUCCESSIONE L'efficacia della rinuncia è subordinata all'approvazione da parte degli organi competenti. Da definire la buonuscita

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Telecom Italia ha reso noto che l’Amministratore Delegato Marco Patuano ha rassegnato le proprie dimissioni, la cui efficacia è subordinata all’approvazione da parte dei competenti organi sociali dei relativi termini e condizioni.

Le notizie sulla possibile rinuncia dell’ad si erano rincorse nelle ultime ore tanto da spingere la Consob a chiedere un chiarimento. In una nota emessa questa mattina l’azienda telefonica aveva confermato l’indiscrezione chiarendo però che fino ad allora non erano arrivate comunicazioni ufficiali da parte dell’interessato.

I dettagli economici dell’uscita, una volta definiti – si parla di circa 7 milioni di euro, qualcosa in più di due anni di retribuzione, come previsto dal contratto dei dirigenti – dovranno passare prima per il Comitato nomine e retribuzioni. Solo dopo arriveranno le dimissioni ufficiali. La formalizzazione, se non emergono ostacoli, è attesa per oggi, dopo l’incontro che Patuano ha programmato con la prima linea dei dirigenti Telecom al quale anticiperà le proprie scelte. Poi sarà convocato il Cda e l’iter formale prevede che il presidente Giuseppe Recchi – al quale saranno affidate tutte le deleghe – torni a convocare il Comitato Nomine. In questo organismo societario ci sono cinque membri, due sono rappresentanti di Vivendi, uno dei quali il Ceo francese Arnaud de Puyfontaine.

In pole per la successione rimane l’ex dg Rai e ora amministratore delegato di Ntv, Flavio Cattaneo. E’ già presente nel Cda Telecom e questo consentirebbe una transizione rapidissima, senza passare per una integrazione del Cda che richiede un’assemblea. Come chiaro tutto dipenderà dalle trattative che sono alle ultime battute. A frenare Cattaneo ci sarebbe una scadenza di stock option di Ntv. In questo caso potrebbero entrare in campo anche gli altri candidati sondati in queste settimane di attriti tra i soci e Patuano, come l’ex manager Rai e numero uno di Wind Luigi Gubitosi, o il presidente di Bt Global Service Europe, Corrado Sciolla.

Ma a prendere forza, in caso non si chiuda con Cattaneo, sono i candidati stranieri tra cui l’ex Sky, Tom Mockridge, o Renè Obermann, che è stato ai vertici di Deutsche Telekom tra il 2006 e il 2013. Certo a seguire tutti i passaggi della partita non è solo la Consob, che come sempre chiede massima informazione per gli investitori, ma anche il governo, che al momento mantiene un profilo defilato. Ma il fatto che in ballo ci siano interessi che vanno al di là di una semplice società lo dice chiaramente il fatto che il premier Matteo Renzi, non solo per cortesia istituzionale, sarebbe stato tra i primi ad essere informato direttamente della decisione di Patuano di dimettersi.

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