SIRIA: ALMENO 39 MORTI NEGLI ULTIMI RAID AEREI A RAQQA L'osservatorio per i diritti umani: "Non sappiamo se i bombardamenti siano stati eseguiti da aerei russi o siriani"

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RAQQA

Almeno 39 civili, tra i quali 5 bambini, sono stati uccisi ieri durante i raid aerei su Raqqa, la roccaforte dell’Isis nel nord della Siria; oltre 60 i feriti, in maggioranza civili, denunciano gli attivisti dell’Osservatorio Nazionale per i diritti umani (Ondus), una ong vicina all’opposizione del governo di Damasco, con sede in Gran Bretagna. “Non sappiamo se gli ultimi raid su Raqqa siano stati condotti da aerei siriani o russi – ha dichiarato il direttore di Ondus, Rami Abdel Rahman – quello che è chiaro è che l’obiettivo delle incursioni è quello di bloccare l’Isis e impedire il dispiegamento di rinforzi da Raqqa verso la zona di Palmira”.

La città siriana di Palmira, famoso sito archeologico precristiano e romano, era stata conquistata dai miliziani del Califfato nel maggio del 2015. Le truppe siriane, affiancate e sostenute dall’aviazione russa, stanno tentando da settimane di riconquistare l’importante località, patrimonio Unesco dal 1980. Solo venerdì scorso, ha raccontato l’ong, Palmira è stata colpita da almeno 70 raid aerei. In due giorni di bombardamenti, nella roccaforte dell’Isis, sono morti almeno sedici civili e altri quaranta sono rimasti feriti o risultano dispersi. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, che ha dato la notizia, tra le vittime ci sarebbero anche otto bambini e cinque donne, oltre a un imprecisato numero di miliziani.

Anche in questo caso non sono stati identificati i velivoli autori dell’incursione. Stando all’Ong, potrebbe essersi trattato tanto dei lealisti o dell’Aviazione russa loro alleata, quanto della coalizione internazionale guidata dagli Usa contro il Califfato. Dal canto suo “Aamaq”, agenzia di stampa on-line legata al gruppo jihadista, ha attribuito la responsabilità dell’attacco alla Russia specificando che le persone rimaste uccise sono state diciassette.

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