“SCONFINATI”, IL GIOCO DI RUOLO CHE SIMULA IL VIAGGIO DEI PROFUGHI La Caritas Ambrosiana ha ideato una simulazione che permette di vivere, in 15 minuti, l'esodo dei migranti verso l'Europa

933
sconfinati

Si chiama “Sconfinati” ed è un gioco di ruolo che fa provare quello che vivono i rifugiati durante il loro esodo verso l’Europa. L’idea è stata della Caritas Ambrosiana, che ha deciso di sperimentare questa iniziativa a ” Fà la cosa giusta”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili a Milano, un appuntamento che è iniziato il 18 marzo e che terminerà oggi.

“Sconfinati” permette di guardare il problema dei migranti da un  punto di vista nuovo: quello dei rifugiati stessi.  I partecipanti assumono l’identità di un migrante in fuga da guerra e povertà, gli viene dato un passaporto con una nuova nazionalità e iniziano il loro viaggio con l’incontro con gli scafisti, con i quali devono contrattare il prezzo del “passaggio” che li porta in Europa. Una volta saliti sull’imbarcazione, una vera e propria barca montata su un basculante, sono stipati in uno spazio buio e devono sostenere 15 minuti di “temporale”, con i suoni e le ondulazioni tipiche di una tempesta in mare. Una volta arrivati a destinazione, per chi di loro ce l’ha fatta, inizia l’ostacolo della frontiera: finti poliziotti esaminano i partecipanti e decidono chi può passare e chi no, rimandando indietro i non desiderati.

Un’esperienza che molti hanno giudicato “forte”, ma che rappresenta l’unico modo per mettersi nei panni delle migliaia di disperati che ogni giorno tentano di attraversare il mare che li separa da un mondo migliore. Il percorso è stato approvato da chi lo ha realmente vissuto, attraverso le storie raccolte dai volontari della Caritas Ambrosiana, che da anni da ospitalità ai profughi giunti in Lombardia dopo essere sbarcati sulle coste meridionali del nostro Paese.

Come ha dichiarato Sara Zandrini, responsabile Area Formazione di Caritas Ambrosiana, con “Sconfinati” si sperimenta solo una millesima parte di quello che sente realmente un migrante, ma “l’obiettivo è passare un messaggio in modo immediato per sollecitare una riflessione e un’azione consapevole”.

 

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS