BRASILE, SOSPESA DI NUOVO LA NOMINA DI LULA Il giudice ha accusato l'ex presidente e la Rousseff di aver interferito nelle indagini in merito allo scandalo Petrobras

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Non c’è due senza tre. È quello che deve aver pensato l’ex presidente brasiliano Luiz Inácio da Silva, soprannominato Lula, dinanzi all’ennesimo contraddittorio provvedimento giudiziario. La nomina a ministro dell’ex sindacalista – causa di manifestazioni in tutto il Paese – è infatti stata sospesa per la terza volta in pochi giorni, dopo che venerdì sera il tribunale di Rio de Janeiro aveva annullato in appello la seconda sospensione emessa in primo grado. Stavolta a sospendere l’ex presidente è stato un giudice federale di Assis, nell’area di San Paolo.

Il giudice in questione, Luciano Tertuliano da Silva, ha giustificato la sua decisione con il fatto che Lula e la sua “figlia” politica, l’attuale presidente Dilma Rousseff, hanno interferito nelle indagini sul caso di corruzione della società petrolifera statale Petrobrás. L’avvocatura dello Stato ha annunciato che presenterà immediato ricorso. Prima di lui erano stati i giudici di Brasilia e Rio a chiedere la sospensione della nomina dell’ex presidente, entrambe poi annullate in appello.

Lula era entrato nel governo Rousseff come ministro della Casa civile – un superministero a cui spetta il coordinamento dell’attività di governo – il 16 marzo scorso. Secondo i detrattori, l’ex sindacalista avrebbe scelto di entrare nella squadra di governo per mettersi al riparo dalle indagini del pool di Curitiba, i giudici della “Mani Pulite brasiliana” che hanno scoperchiato un vasto giro di tangenti a politici e imprenditori fatto con soldi prelevati dalle casse dell’azienda petrolifera statale. Il pool aveva chiesto l’arresto preventivo del fondatore del Partito del Lavoratori (PT). Con la nomina a ministro, la competenza delle indagini passa ai giudici del Supremo tribunale federale, di nomina politica. Lula, dunque, verrebbe giudicato da persone nominate da lui stesso o dalla Rousseff, visto che il governo è saldamente nelle mani del PT da oltre 13 anni.

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