ARGENTINA: GLI USA DECLASSIFICANO DOCUMENTI SULLA “GUERRA SPORCA” Il presidente Obama sarà in visita a Buenos Aires nei giorni dell'anniversario del colpo di Stato del 1976

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“Siamo determinati a fare la nostra parte perché l’Argentina possa guarire e andare avanti come nazione unita”. Sono queste le parole con cui il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Obama, Susan Rice, ha annunciato la scelta degli Usa di declassificare centinaia di documenti militari e di intelligence riguardanti la repressione del regime argentino.

Il presidente Barack Obama il 23 e il 24 marzo sarà in visita a Buenos Aires, proprio nei giorni nei quali ricorre l’anniversario del colpo di Stato del 1976: “il presidente Obama, su richiesta del governo argentino, annuncerà un’iniziativa per declassificare nuovi documenti tra cui, per la prima volta, documenti militari e di intelligence”, ha spiegato Rice.

Già nel 2002 Washington aveva declassificato 4.000 dispacci diplomatici che portarono alla luce il ruolo di diversi funzionari americani, tra cui l’ex segretario di Stato Henry Kissinger, nella cosiddetta “guerra sporca”, una dura repressione che fece circa 30 mila vittime.

La nuova declassificazione potrebbe fare emergere il coinvolgimento degli Stati Uniti nel colpo di stato e nella repressione della metà degli anni 1970, ma anche sul suo ruolo nella cosiddetta “operazione Condor”, la campagna di omicidi e di lotta anti-guerriglia in diversi paesi dell’America Latina contro comunisti e dissidenti politici.

Claudio Avrujal, ministro per i Diritti umani in Argentina, già la scorsa settimana aveva commentato l’ipotesi della declassificazione, chiesta a gran voce dal presidente Mauricio macri: ” Siamo assolutamente convinti che tutto quello che può portare informazioni utili per comprendere quanto è accaduto in quel periodo difficile possa aiutarci”, aveva detto Avrujal.

L’ iniziativa è nata grazie alle Nonne di Plaza de Mayo, l’associazione nata nel 1977 per cercare i bambini scomparsi durante la dittatura. Sono 119 quelli individuati fino a oggi e ne restano altri 400 da rintracciare. Estela de Carlotto, presidente dell’associazione, aveva presentato qualche mese fa la richiesta di declassificazione al ministro Avrujal, il quale l’ha inoltrata in breve tempo al presidente Macri, che si è dimostrato determinato a voler fare una volta per tutte chiarezza in questa pagina così oscura della storia dell’Argentina.

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