PROFUGHI, C’E’ L’ACCORDO NELL’UE. AL VIA IL VERTICE CON DAVUTOGLU

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“Oggi continueremo le consultazioni e sono sicuro che raggiungeremo i nostri obiettivi di aiutare i rifugiati e di rafforzare le relazioni Ue-Turchia”. Lo ha detto il premier turco Ahmet Davutoglu prima dell’incontro con il presidente Ue Donald Tusk, quallo della Commissione Jean-Claude Juncker e il premier olandese Mark Rutte il cui Paese ha la presidenza semestrale dell’Ue. “L’approfondimento delle relazioni Ue-Turchia ha quindi sottolineato – è una buona notizia per il nostro continente”. Davutoglu ha quindi tenuto a “rienfatizzare” che Ankara “continuerà la sua politica di avere questo atteggiamento di prospettiva umanitaria” e, ha aggiunto, “Ue e Turchia condividono lo stesso obiettivo di aiutare i rifugiati soprattutto siriani”. Un sostegno che per Ankara “non è una questione di mercanteggiamento ma di valori, di valori umanitari ed europei”.

La scorsa notte i leader dell’Ue hanno concordato i termini dell’intesa per la gestione dei flussi migratori da offrire a Davutoglu. Stamani l’offerta di accordo verrà presentata al premier turco, dopodiché inizieranno i negoziati tra i capi di Stato e di governo europei per tentare di arrivare ad un’accordo, che dovrebbe consentire di rimandare profughi e migranti arrivati irregolarmente dalla Grecia in Turchia e di reinsediare nell’Ue profughi siriani provenienti da quel Paese, in ragione di un siriano reinsediato per ogni siriano riaccolto da Ankara.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha detto: “Si è discusso” e si sono raggiunti “punti di condivisione. Vedremo se si riuscirà a chiudere l’accordo sulla parte legata alla migrazione”. Nelle riunioni di ieri, ha continuato il premier, “c’è stata un’attenzione da parte italiana e di Malta, e interventi molto buoni anche da parte della cancelliera Merkel, sulle problematiche legate all’Africa, non tanto alla Libia o solo alla Libia. Qui la proposta è sempre quella: se vogliamo dare una mano per ridurre l’immigrazione selvaggia, l’unica cosa è fare interventi e investimenti nei Paesi di origine”.

“E questo – ha concluso Renzi – significa finalmente una politica strategica europea per la cooperazione internazionale in Africa, una politica di rimpatri pagati e coordinati dall’Europa e non dai singoli Stati. A parole siamo d’accordo, adesso vediamo se alle parole seguiranno i fatti. Ora andiamo a letto, perché domani (oggi per chi legge, ndr) sarà una giornata intensa e impegnativa”.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto al termine della riunione che “i negoziati domani saranno tutt’altro che facili, ma tutti vogliono portare avanti trattative che producano risultati, in una atmosfera costruttiva”. Tecnicamente, i leader dovrebbero diffondere al termine dell’incontro una dichiarazione congiunta, se tutto andrà bene.

“L’offerta che la Turchia ha messo sul tavolo – ha aggiunto la Merkel – è uno strumento valido” per affrontare la crisi dei migranti, ma “ogni rifugiato dovrà essere valutato con una procedura individuale e per fare questo occorrono forze e personale. Per renderlo possibile, del personale dovrà essere mandato sulle isole greche, con il consenso della Grecia. Con l’aiuto dell’Ufficio di asilo europeo tutto questo verrà coordinato”.

“Per la liberalizzazione dei visti che la Turchia vuole avere molto velocemente – ha aggiunto la cancelliera – gli standard del diritto internazionale dovranno essere incorporati nella legislazione turca” e “tutti i 72 benchmark dovranno essere implementati”. Naturalmente, vista “la situazione in cui si trova, la Grecia va supportata, fondi saranno necessari per fornire un tetto ai rifugiati”.

La Merkel ha ricordato, con un riferimento all’Italia, anche che “dobbiamo essere anche vigili nel Mediterraneo Centrale, per gli arrivi dalla Libia”. Tra i leader europei “l’atmosfera generalmente era molto costruttiva. Dobbiamo mettere tutto il nostro impegno per trovare un accordo con la Turchia”.

Quanto ai fondi, ha concluso la Merkel, “c’è la disponibilità a mettere più risorse” a disposizione della Turchia, fondi “che – ha precisato – verranno utilizzati esclusivamente per aiutare i rifugiati siriani”. Riguardo al previsto avvio del reinsediamento dei migranti dalla Turchia nell’Ue, “non stiamo parlando di settimane: tutto deve essere fatto rapidamente, anche se non abbiamo fissato date”.

Il presidente francese Francois Hollande ha riferito di aver avuto un incontro, insieme a Merkel, con il premier greco Alexs Tsipras, “per ricordare che è in Grecia che la crisi dei rifugiati è più acuta oggi, in particolare dopo la chiusura della rotta dei Balcani. Sia io che la cancelliera abbiamo detto a Tsipras che intendiamo sostenere la Grecia”.

Trovare un accordo tra i leader dell’Ue, ha proseguito Hollande, “ha richiesto un po’ di tempo e di negoziati. Naturalmente, non posso garantire che ci sarà un risultato positivo”. Ma “lasciatemi essere franco: anche se avremo un accordo e se viene implementato, cosa che richiederà molte risorse, se non affrontiamo le radici del problema, cioè la situazione in Siria, ci saranno sempre profughi da quel Paese. E anche in Libia: se non torna la sicurezza in Libia, vedremo altre persone arrivare in Europa”. Insomma, “anche se ci sarà un accordo con la Turchia, non metterà fine” alla crisi dei migranti.

Cipro si è detta intanto pronta a bloccare un possibile accordo tra l’Unione europea e la Turchia sui migranti, nel caso lo ritenesse necessario. Lo ha riferito il presidente cipriota Nicos Anastasiades. Questa mattina il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, presenterà il testo al premier turco Ahmet Davutoglu per il via libera. Tuttavia Anastasiades ritiene che non ci possa essere alcuna accelerazione nei negoziati di adesione della Turchia all’Ue fino a quando le autorità turche rifiutano a Cipro l’accesso ai loro porti e aeroporti, in seguito la mancato riconoscimento dell’isola da parte di Ankara.

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