MEDIO ORIENTE, AUMENTANO I CANALI RELIGIOSI NON CRIPTATI Le emittenti religiose sono aumentate del 50% nel solo triennio 2011-2014

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In tutto il Medio Oriente stanno nascendo numerose i emittenti televisive religiose, che sono aumentate del 50% nel solo triennio 2011-2014, passando da 50 a 75 canali religiosi “free to air” (non criptati). Uno studio della Northwestern University in Qatar ha documentato e analizzato questa espansione, presentando i risultati della ricerca ai media.

Secondo i ricercatori dell’università sono state le reti sunnite ad aumentare in modo più impressionante, passando da 43 a 45 nel triennio preso in esame. A seguire, i canali di religione cristiana e sciita. I primi sono passati da 2 a 9, i secondi da 5 a 11.

Lo studio – prodotto da un ateneo privato di matrice statunitense –  collega l’aumento numerico delle emittenti religiose al dilagante settarismo che stravolge le regioni del Nordafrica e del Medio Oriente. Secondo il professor Khaled Hroub, docente di politica del Medio Oriente ed esperto dei media arabi, l’aumento delle reti televisive religiose “riflette la volubile politica settaria che sta progressivamente inghiottendo la regione dagli ultimi dieci anni, a partire dall’invasione Usa dell’Iraq nel 2003 e dall’involuzione settaria della politica irachena”.

Secondo l’esperto, anche a giocare un ruolo importante sarebbe stata anche l’intensificazione della rivalità tra Arabia Saudita e Iran, che ha comportato l’aumento dell’uso politico del discorso religioso, soprattutto attraverso trasmissioni in cui la netta contrapposizione delle identità religiose e l’attacco di quelle diverse dalla propria è diventata una consuetudine.

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