CASO MEDIATRADE: 1 ANNO E DUE MESI A CONFALONIERI E BERLUSCONI JR La Corte d'Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado. Ghedini: "Sentenza incomprensibile, ma siamo a Milano..."

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berlusconi jr confalonieri

La Corte d’Appello di Milano ha condannato Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri a un anno e due mesi di carcere nell’ambito del processo Mediatrade. I giudici hanno così ribaltato in parte il verdetto del Tribunale che nel luglio 2014 aveva assolto tutti gli imputati. Il pm Fabio De Pasquale, applicato nel procedimento come pg, aveva chiesto per Berlusconi jr 3 anni e 2 mesi di carcere, per Confalonieri 3 anni e 4 mesi e per gli altri condanne fino ai 5 anni. Per entrambi i condannati è stata disposta la sospensione condizionale della pena e la non menzione sul certificato del casellario giudiziario. Saranno però tenuti a risarcire in solido con Rti e Mediaset, responsabili civili, all’Agenzia delle Entrate, alla quale dovranno anche versare 20 mila euro per spese di rappresentanza e difesa.

Assolto il produttore statunitense Frank Agrama, gli ex manager del gruppo Gabrielle Ballabio, Daniele Lorenzano e Giovanni Stabilini e le due cittadine di Hong Kong, Paddy Chan Mei-You e Catherine Hsu May-Chun. Agrama, con l’assoluzione in secondo grado, potrebbe rientrare in possesso dei 140 milioni sequestrati ai tempi dell’ indagine su un conto corrente in Svizzera.

“E’ una sentenza incomprensibile, ma a Milano ci si aspetta sempre di tutto. Attendevamo di nuovo una assoluzione” ha commentato Niccolò Ghedini, difensore di Pier Silvio Berlusconi. “La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – ha osservato Ghedini – impone che se si vuole riformare una sentenza in peius bisogna riaprire il dibattimento, cosa che abbiamo chiesto ma non hanno concesso”. Per il legale è “incomprensibile ritenere responsabili Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, ma non gli altri e in particolare Agrama”.

“Forse la Corte ha ritenuto che dalle quote di ammortamento che la società”, cioè Mediaset, “utilizzava avrebbero dovuto conoscere il meccanismo che c’era a monte e capire che probabilmente qualcosa non andava”. E’ la spiegazione tecnica dell’avvocato Alessio Lanzi che, con i colleghi Vittorio Virga e Lucio Lucia, difende Fedele Confalonieri. Il legale, oltre a ricordare che a suo avviso il reato si prescriverà a fine anno (nel caso in cui si dovesse considerare una sospensione di alcuni mesi del procedimento concessa qualche anno fa, ndr), ha fatto notare che l’assoluzione per il 2008 è dovuta al fatto “che non c’è la punibilità in quanto non è stato raggiunto il tetto quantitativo. Non si sarebbe raggiunto un livello di evasione penalmente rilevante”.

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