COREA DEL NORD: GLI STATI UNITI INASPRISCONO LE SANZIONI A seguito delle recenti attività nucleari in Corea del Nord, il presidente Obama ha firmato un ordine esecutivo che aggiunge restrizioni nei confronti del Paese asiatico

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Nord Corea

Le recenti attività nucleari della Corea del Nord hanno fatto arrabbiare, e molto, gli Stati Uniti. In queste ore, secondo quanto riportato dal dipartimento di Stato Usa, il presidente Obama avrebbe firmato un ordine esecutivo che inasprisce le sanzioni contro il Paese asiatico, aggiungendo nuove restrizioni a quelle imposte di recente dal Consiglio di Sicurezza Onu e a quelle della comunità internazionale.

Il 6 e il 7 febbraio scorsi Pyongyang avrebbe effettuato test nucleari lanciando missili balistici, contravvenendo quindi alle risoluzioni delle Nazioni Unite. La Corea del Nord ha riferito che il lancio aveva come obiettivo la messa in orbita di un satellite, ma il resto del mondo è convinto che dietro l’esercitazione ci fosse un vero e proprio test nucleare. I missili utilizzati, infatti, avrebbero avuto una gittata superiore a quella tollerata dalla comunità internazionale e la traiettoria avrebbe superato l’isola di Okinawa, a sud dell’arcipelago giapponese.

Il portavoce della Casa Bianca, John Earnest, ha dichiarato che gli Stati Uniti non accetteranno altri comportamenti “illeciti”: “continueremo a imporre costi alla Corea del Nord fino a quando rispetterà i suoi doveri internazionali”, ha specificato nel corso di una conferenza stampa con i giornalisti.

Le nuove restrizioni Usa prevedono il congelamento dei patrimoni nordcoreani negli Usa e lo stop alle esportazioni di beni e capitali americani nel Paese asiatico. Probabilmente, a pesare sulla decisione del presidente Obama, è stata anche la vicenda dello studente americano condannato a 15 anni di lavori forzati, proprio in Corea del Nord.

Otto Warmbier, un cittadino americano che si trovava in Nord Corea, aveva sottratto uno striscione propagandistico nel suo hotel di Pyongyang. Per questo, il ragazzo è stato condannato dalla Corte suprema nordcoreana a scontare 15 anni di lavori forzati in quanto ritenuto colpevole di “atti ostili” contro lo Stato. La Casa Bianca ha immediatamente risposto a questa sentenza, parlando di “arresto per fini politici”.

La reazione di Kim Jong-un alle nuove restrizioni e alle sanzioni americane non lascia dubbi: il leader supremo ha ribadito che non si piegherà alla pressione internazionale e ha annunciato che in settimana verranno sperimentati altre testate nucleari e missili balistici in grado di trasportarle.

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