MERKEL RISPONDE A RENZI: “SE L’EURO VIENE SVALUTATO IL NOSTRO EXPORT AUMENTA” Frau Angela: "La Germania del suo surplus di bilancio è anche un po’ orgogliosa"

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Botta e risposta tra Germania e Italia in politica economica. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha risposto, senza citarlo, alle accuse di ieri del premier Matteo Renzi. “Se la politica monetaria svaluta l’euro – ha detto la Merkel – non ci si deve sorprendere se le nostre esportazioni aumentano”. “Se i tedeschi portassero il loro surplus commerciale dal 7,6% al limite del 6% previsto dalle regole europee avremmo 38-40 miliardi di investimenti in più, che aiuterebbero non solo la Germania ma anche l’Europa nel suo insieme», aveva detto Renzi detto durante l’informativa parlamentare di ieri che precede l’imminente Consiglio europeo. Se la zavorra del debito pubblico italiano può danneggiare l’Europa nel suo insieme, aveva sottointeso Renzi, che dire allora delle troppe esportazioni tedesche?

Impossibile non replicare da parte della cancelliera. «Se l’euro continua ad essere svalutato fino a questo punto dalla politica monetaria, naturalmente non ci si può meravigliare che il nostro export aumenti più facilmente. Non si può dire che Berlino sia responsabile del fatto che altri dati siano quelli che sono. La Germania – ha concluso risentita – del suo surplus di bilancio è anche un po’ orgogliosa».

Eppure anche il ministro dell’Economia e delle Finanze italiano Pier Carlo Padoan aveva scritto di recente nel documento-proposta di riforma delle istituzioni europee che L’Italia chiede «maggiore simmetria» nel rispetto delle regole sugli «aggiustamenti macroeconomici». L’attenzione a Maastricht e al deficit – si legge – deve essere pari al problema del surplus commerciale tedesco.

In economia per surplus commerciale si intende uno squilibrio fra le importazioni e le esportazioni di un Paese. Secondo i più recenti dati dell’ufficio di statistica tedesco – che risalgono al mese scorso – la Germania ha chiuso il 2015 con l’ennesimo record: 248 miliardi di euro e un aumento delle esportazioni del 6 per cento. Un ottimo risultato per i tedeschi, come sottolineato anche ieri da Frau Angela, ma non altrettanto per le regole europee le quali, così come vietano di superare il tre per cento di deficit pubblico, chiedono agli Stati membri di non superare il sei per cento di surplus commerciale. Ormai da diversi anni la Commissione europea denuncia lo squilibrio, ma Berlino ha sempre fatto orecchie da mercante.

Dal canto suo il premier Renzi, probabilmente, ne farà un punto d’onore nel suo “attacco all’Europa”. Non solo per guadagnarsi i voti dei simpatizzanti 5stelle – da sempre anti-Merkel – ma anche perché, prosaicamente, l’esito della trattativa con la Commissione europea sul margine di flessibilità nei conti pubblici per il 2017 dipenderà anche dalla questione del surplus tedesco.

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