IL PAESE PIU’ FELICE DEL MONDO? E’ LA DANIMARCA, L’ITALIA AL 50ESIMO POSTO Il secondo rapporto dell'Onu è stato pubblicato in occasione della giornata mondiale della Felicità, il prossimo 20 marzo

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La Danimarca è il paese più felice al mondo. L’Italia è solo cinquantesima; meglio di noi anche l’Uzbekistan (di cui pochi, nel Bel Paese, saprebbero dire dove si trovi) e la Malesia. È il triste risultato del secondo rapporto presentato all’Onu intitolato “Sustainable Development Solutions Network” in occasione della giornata mondiale della Felicità che ricorre il prossimo 20 marzo. Sette le variabili fondamentali prese in considerazione per “incasellare” un sentimento tanto soggettivo come la felicità: il Pil reale pro capite, l’aspettativa di vita in buona salute, l’avere qualcuno su cui contare, la libertà percepita nel fare scelte di vita, la libertà dalla corruzione e la generosità.

Al contrario, a generare infelicità sono principalmente le tensioni economiche, politiche e sociali. Questo spiega perché tra “i dieci paesi con il maggiore calo nella valutazione media della vita in genere, tre di questi paesi (Grecia, Italia e Spagna) sono tra i quattro paesi dell’Eurozona più colpiti” dalla crisi. Come se ciò non bastasse, il nostro Paese risulta essere tra i dieci con il maggiore calo della felicità nel periodo considerato, ossia il triennio 2013-2015.

Ai primi dieci posti, su indagini svolte in 156 Paesi, restano saldamente ancorati gli stessi paesi dello scorso anno: la Danimarca al primo posto, seguita da Svizzera, Islanda e Norvegia. Seguono Finlandia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. Gli Stati Uniti si classificano al tredicesimo posto, due posizioni più in alto rispetto allo scorso anno, la Germania sedicesima, il Regno Unito ventitreesimo e la Francia degli attentati terroristici trentaduesima.

“La misurazione della felicità percepita e il raggiungimento del benessere – ha spiegato il direttore dell’Earth Institute presso la Columbia University, Jeffrey Sachs, tra i curatori del rapporto – dovrebbero essere attività all’ordine del giorno di ogni nazione che si propone di perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile”. “Al posto di adottare un approccio incentrato esclusivamente sulla crescita economica – ha aggiunto – dovremmo promuovere società prospere, giuste e sostenibili dal punto di vista ambientale”.

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