MACCHINARI INUTILIZZATI E REPARTI CHIUSI, ECCO LA SPRECOPOLI DELLA SANITA’ Il rapporto di Cittadinanzattiva traccia un quadro a tinte fosche su ospedali e presidi. Aceti: "La Spending Review non funziona"

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sprechi sanità

Ambulanze con innovativi sistemi di telemedicina non funzionanti, otto ecografi acquistati da un ospedale in grado di utilizzarne solo tre. Sono alcuni degli sprechi della sanità fotografati dal rapporto di “I due volti della sanità. Tra sprechi e buone pratiche, la road map per la sostenibilità vista dai cittadini” di “Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato”.

Il dossier prende in esame 104 situazioni di spreco individuate da cittadini e operatori sanitari che a giugno 2015 risultavano irrisolte. Le cause sono dovute nel 46% dei casi al mancato o scarso utilizzo di dotazioni strumentali e strutture, per il 37% a inefficiente erogazione di servizi e prestazioni, per il 17% a cattiva gestione delle risorse umane.
La conseguenza è che ad esser violati, secondo i cittadini, sono il diritto al rispetto degli standard di qualità(14,7%), il diritto al rispetto del tempo(14%) e alla sicurezza delle cure(11,6%).

“I tagli al Servizio Sanitario Nazionale cumulati tra il 2011 e il 2015 secondo la Corte dei conti – ha commentato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato – sono stati di 54 miliardi, praticamente mezzo fondo sanitario. Nessuno però ha spiegato se e quanti sono stati gli effettivi risparmi prodotti e come sarebbero stati reinvestiti. Se questi sono i risultati, la ricetta della Spending Review non funziona”.

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