FRANCIA, IL CONSIGLIO D’EUROPA APPROVA LA MODIFICA DELLA COSTITUZIONE Lo stato d'emergenza e la revoca della nazionalità saranno introdotti nell'ordinamento francese per "proteggere la nazione"

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Dopo gli attentati che lo scorso 13 novembre messi in atto dall’Isis e che hanno colpito Parigi al cuore, causando 130 morti tra cui l’italiana Valeria Solesin, il governo francese aveva votato all’unanimità la modifica della propria Costituzione, con l’intento di introdurre nuove norme per la lotta al terrorismo, tra cui l’introduzione dello stato d’emergenza e la revoca della nazionalità agli immigrati sospettati di terrorismo. Ora queste modifiche, cosi come previsti dalla legge votata in prima lettura dall’Assemblea nazionale, non è “incompatibile” con le norme internazionali. L’ha stabilito la Commissione di Venezia, organismo del Consiglio d’Europa formato da esperti costituzionalisti, nell’opinione “sul progetto di legge costituzionale ‘per la protezione della nazione'”. La Commissione raccomanda tuttavia di inserire alcune modifiche sia all’articolo 36-1 relativo allo stato d’emergenza, che all’articolo 34 concernente la revoca della nazionalità.

“Il testo dell’articolo 36-1 adottato in prima lettura dall’assemblea nazionale non è di per se incompatibile con le norme internazionali” scrive la commissione di Venezia. Tuttavia, l’organismo del Consiglio d’Europa raccomanda alcune modifiche “per scongiurare il rischio – sempre possibile in mancanza di un testo costituzionale chiaro e preciso – di un’applicazione troppo ampia del regime costituzionale dello stato d’emergenza in futuro”.

L’articolo deve quindi, secondo gli esperti costituzionalisti, precisare che sia “il pericolo eminente derivante da attentati gravi all’ordine pubblico” che “gli avvenimenti che presentano la caratteristica di calamità naturale” devono essere “di natura tale da minacciare la vita della nazione”. Inoltre il testo deve anche precisare che le autorità possono prendere misure per prevenire questi pericoli o gestire tali avvenimenti solo “nei limiti in cui la situazione lo richiede” e nel pieno rispetto dei diritti e libertà non derogabili.

Inoltre la Commissione di Venezia “invita le autorità francesi a esaminare la possibilità di prevedere che il Parlamento debba votare il prolungamento dello stato d’emergenza a maggioranza qualificata”. La Commissione di Venezia ritiene infine che “l’introduzione di un regime di revoca della nazionalità o dei diritti a essa connessi, comune a tutti i francesi, d’origine o naturalizzati, con una sola o più nazionalità, non è contrario per se alle norme internazionali”. La Commissione sottolinea tuttavia che tutte le decisioni di revoca della nazionalità devono rispettare il principio dell’equo processo o della proporzionalità. Pertanto la Commissione raccomanda di prevedere nell’articolo 34 della Costituzione che una persona possa essere condannata “a una pena accessoria alla revoca della nazionalità francese o dei diritti a questa commessi”.

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