ATTACCHI KAMIKAZE AD ANKARA, DAVUTOGLU: “11 PERSONE ARRESTATE” Il premier turco è certo della responsabilità del Pkk. Anche una donna tra gli attentatori suicidi

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Sono 11 le persone finora arrestate a seguito degli attacchi kamikaze di domenica ad Ankara, che secondo l’ultimo bilancio hanno provocato almeno trentasei morti. Lo ha indicato il primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, che ha aggiunto che “elementi certi” indicano le responsabilità dei ribelli curdi del Pkk (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) nell’accaduto.

“Ci sono conclusioni molti serie, praticamente sicure che puntano all’organizzazione terroristica separatista”, ha dichiarato il premier ai giornalisti dopo essersi recato in visita dai feriti in ospedale. Secondo le indagini uno dei kamikaze sarebbe una donna legata ai ribelli curdi del Pkk, ha detto all’Afp una fonte anonima delle autorità turche.

L’attentato di Ankara ha scioccato la comunità internazionale ma secondo alcuni utenti social non ha suscitato lo stesso clamore e la stessa solidarietà degli attentati di Parigi del 13 novembre. “Siete stati Charlie, siete stati Parigi. Sarete Ankara?”  ha scritto su Facebook il cittadino britannico James Taylor che risiede da 10 anni nella capitale turca. Il suo post ha ricevuto decine di migliaia di condivisioni e commenti. Un sentimento simile a quello espresso dalla stella del Barcellona e della nazionale di calcio turca, Arda Turan, che su Instagram ha pubblicato la sua riflessione accanto alla foto della marcia dei leader mondiali a Parigi dopo l’attentato di novembre: “I terroristi stanno cercando di destabilizzare la pace e la fratellanza nel mio Paese. Non è solo un mio problema, non è solo vostro ma è nostro. Oggi il mio Paese sta sanguinando, domani potrebbe essere il vostro. Oggi è il momento per tutti voi di essere in totale solidarietà con la mia amata Turchia. È arrivato il mondo di unirci contro ogni genere di terrorismo”.

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