SPESE PAZZE CON I FONDI DELLA LEGA, 1 ANNO E 8 MESI A RICCARDO BOSSI Il primogenito del Senatur ha ottenuto uno sconto della pena grazie al rito abbreviato. L'avvocato: "Condanna troppo dura"

623
riccardo bossi

Riccardo Bossi, primogenito del Senatur, è stato condannato a 1 anno e 8 mesi per le presunte “spese pazze” effettuate tra il 2008 e il 2011 con somme di denaro distratte dalle casse del Carroccio. La sentenza è stata pronunciata dal giudice di Milano, Vincenzina Greco, titolare del processo che si è svolto con rito abbreviato e che, in quanto tale, prevede lo sconto di un terzo della pena. Il giudice ha comunque riconosciuto a Riccardo Bossi le attenuanti generiche e ha disposto per lui la sospensione condizionale della pena.

Nel mirino dei pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini sono finite tutta una serie di spese personali per un valore complessivo di 500 mila euro: somma che faceva parte dei rimborsi elettorali destinati alla Lega Nord ma che – stando all’accusa – sarebbe stata trafugata dal “senatur” e dalla sua cerchia di fedelissimi (per gli stessi fatti Umberto Bossi, l’altro suo figlio Renzo detto “il trota” e l’ex tesoriere Francesco Belsito sono sotto processo in ordinario): auto di grossa cilindrata, capi d’abbigliamento di lusso, pagamento di contravvenzioni per violazioni del codice della strada e l’acquisto del diploma di laurea per il ‘Trota’ all’Università Kristal di Tirana, costata da sola 77 mila euro.

L’inchiesta, ribattezzata “the family” proprio perché chiama direttamente in causa il fondatore del Carroccio e i suoi due figli, era partita nel 2012 sollevando uno scandalo che aveva costretto Umberto Bossi a dimettersi dalla segreteria federale della Lega Nord.

Duro il commento dell’avvocato, Agostino Maiello, che, dopo la lettura del verdetto, ha parlato di “totale estraneità” di Riccardo Bossi alle accuse per cui è stato condannato. “Chiunque di noi – ha aggiunto il legale – quando chiedeva i soldi al papà non sapeva da dove lui li prendesse”. Il difensore di Riccardo Bossi ha preannunciato ricorso in appello contro quella che ha definito “una condanna troppo dura”. Il rischio, ha detto ancora il legale, è che questa condanna possa fare da “scuola” anche nell’altro filone processuale: “Ormai è ben preciso l’indirizzo della magistratura sulla famiglia Bossi”. Quanto a Riccardo Bossi, secondo il suo difensore “in questo momento è in difficoltà, ha interrotto le sua attività a causa di questa vicenda giudiziaria e sta cercando lavoro”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS