EXOMARS, INIZIA DAL KAZAKHISTAN IL PRIMO VIAGGIO EUROPEO VERSO MARTE Il 19 ottobre è previsto l'inizio della discesa: il lander Schiaparelli attiverà tutti i suoi strumenti per compiere la sua straordinaria impresa in 400 secondi

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EXOMARS

E’ decollata dalla base russa di Baikonur, nel Kazakhistan, l’ambiziosa missione spaziale europea Exomars che ha come obiettivo quello di cercare la vita sul “vicino di casa” della Terra, Marte. Nata dalla collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e l’agenzia spaziale russa Roscosmos, la missione ExoMars pende il nome proprio dal suo obiettivo: il suffisso “Exo” si riferisce infatti all’esobiologia (exobiology in inglese), ossia alla disciplina che studia forme di vita su altri pianeti, in questo caso su Marte.

Si tratta di un’impresa tanto ambiziosa quanto affascinante, ma rappresenta anche un trampolino di lancio per l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), ma anche per tutta l’industria italiana. Infatti, l’Asi è il principale contributore con 350 milioni di euro, pari al 32% del valore complessivo della missione, pari a 1,3 miliardi. Ma un’importate contributo è arrivato anche dalle industrie italiane del settore: infatti entrambi i veicoli a bordo della missione sono stati integrati, grazie alla collaborazione tra Finmeccanica e Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica), negli stabilimenti di Torino. A Torino la Telespazio (Finmeccanica-Thales) ha contribuito al centro di controllo lander Schiaparelli, gestito dall’Altec, la società nata dalla collaborazione fra Thales Alenia Space e Asi.

Il viaggio della missione durerà sette mesi, al termine dei quali ci sarà il primo momento cruciale: il lander Schiapparelli infatti, attraverserà per 400 secondi una tempesta di sabbia prima di toccare il suolo del pianeta rosso.

Ecco le principali tappe: Il primo appuntamento è a circa 11 ore dal lancio, quando la sonda si separerà dall’ultimo stadio del razzo Proton; 12 ore più tardi è attesa l’acquisizione del segnale da parte della stazione dell’Agenzia Spaziale Itaiana (Asi) a Malindi. A questo punto comincerà la fase di test, che potrebbe concludersi a fine aprile, dopodichè il viaggio verso Marte entrerà nel vivo. A meta luglio la sonda dovrà eseguire manovra (Dsm, Deep Space Manouver) con la quale si punterà lungo la traiettoria corretta in vista dell’arrivo nell’atmosfera marziana alla velocità prevista di 21.000 chilometri orari. Raggiunta questa posizione, il 16 ottobre la sonda dovrà rilasciare il modulo di atterraggio, dandogli una piccola ‘spinta’: grazie a questa nei tre giorni successivi il modulo Schiaparelli si manterrà a distanza di sicurezza dalla sonda.

Il 19 ottobre è previsto l’inizio della discesa: il lander Schiaparelli attiverà tutti i suoi strumenti per compiere la sua straordinaria impresa in 400 secondi. La discesa comincerà con la velocità iniziale di 25.000 chilometri orari, ma sarà l’atmosfera marziana a imprimere la prima frenata al veicolo, protetto da uno schermo in grado di assorbire temperature fino a 6.000 gradi; quindi si aprirà il paracadute, che rallenterà la corsa a 2.500 chilometri orari, poi lo scudo termico sarà sganciato e i nove motori completeranno la manovra di atterraggio in modo autonomo. Il veicolo rallenterà quasi a fermarsi, a un metro e mezzo dal suolo e da lì farà un ‘salto’ fino a toccare la superficie. Il tutto avverrà nel piano di una tempesta di sabbia: una condizione voluta per testare le tecnologie all’avanguardia del lander

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