SIRIA, IN CINQUE ANNI ALMENO 1500 PERSONE UCCISE DALLE ARMI CHIMICHE Lo sostiene un rapporto dalla Syrian American Medical Society. I feriti sono stati oltre 4.500

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Nonostante le frequenti rassicurazioni del presidente siriano Assad sul non utilizzo di armi chimiche nel conflitto civile in atto, un rapporto ufficiale ha dimostrato l’esatto contrario. Secondo il report stilato della Syrian American Medical Society (Sams) durante i 5 anni della guerra siriana le armi chimiche sono state usate armi almeno 161 volte provocando quasi 1.500 morti. La Sams ha rivolto un appello alle Nazioni Unite affinché l’Onu identifichi quanto prima i responsabili così che possano essere incriminati per crimini di guerra. Gli attacchi chimici, come quello con il letale gas mostarda ultimamente usato dall’Isis in Iraq, sono in aumento – spiega nel rapporto – e oltre 14.500 persone sono rimaste ferite.

Il primo trattato sul disarmo delle armi chimiche, la Convenzione sulle armi chimiche (CAC), è entrato in vigore il 29 aprile 1997 e sancisce definitivamente il bando completo di tali armi. Proibisce inoltre qualsiasi attività rivolta a sviluppo, produzione, acquisizione, detenzione, conservazione, trasferimento e uso di armi chimiche e dei materiali ad esse collegati e – assieme al Trattato di non proliferazione nucleare, al Comprehensive Test Ban Treaty ed alla Convenzione per il bando delle armi biologiche – costituisce uno dei pilastri fondamentali su cui si fonda il sistema di disarmo e di non proliferazione delle armi di distruzione di massa. Il governo siriano è stato accusato di usare armi chimiche contro il suo popolo, circostanza sempre negata dal regime, nonostante la Siria sia tra i Paesi che non hanno aderito al Cac ed è appurato che possegga un arsenale che venne sviluppato negli anni ’80 grazie al sostegno sovietico e iraniano.

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