LA “CULTURA” DELLO STUPRO

3732
  • English

Blogger, scrittore antifemminista e sedicente artista. Tutto questo è Daryush Valizadeh, 36enne del Maryland, noto anche con lo pseudonimo di Roosh V. Pubblica e vende libri che hanno un obiettivo al quanto strano: rendere legale lo stupro. Sono in molti a sostenere questa tesi, tanto che Roosh ha organizzato un tour mondiale per divulgare la “cultura dello stupro” all’orrendo grido di “Legalize rape”. Una vera vergogna. Ma molte delle città prese in considerazione dal blogger hanno rifiutato di concedergli l’autorizzazione. Sarebbe sembrato strano il contrario.

Sul web si è scatenato l’inferno, e non si sono fatte attendere le proteste nei confronti del tour. A scendere in campo, tra i sostenitori dei diritti alle donne, alcuni membri di Anonymous e un club di boxe femminile di Toronto. In centinaia, dal Regno Unito all’Australia, indignati, hanno firmato petizioni per mantenere Roosh e i suoi discorsi misogini lontano dai loro Paesi. Gli hacker lo hanno cercato, trovato e pubblicato in rete il suo indirizzo di casa. Tentando di salvare la situazione, Valizadeh tiene una conferenza stampa a Washington. Incolpa le “bugie” dei media. Nega di approvare lo stupro, spiegando che la proposta di legalizzarlo altro non è che satira, definendo gli incontri solo un modo per costruire solidarietà contro ciò che definiscono “l’oppressione femminista”.

Tour o meno, ad alimentare le polemiche nel tempo, è stato il contenuto delle proposte pubblicate attraverso il suo sito, “Return of Kings”, e alcuni libri. Roosh sembra promuovere alcune idee che disumanizzano le donne e che contribuiscono alla cultura dello stupro. I suoi 15 volumi sono considerati delle vere proprie guide per il sesso. Consiglia di raggiungere il Brasile perché lì “le ragazze sono più belle e più facili delle americane”.  Da evitare la Danimarca perché i suoi robusti programmi di assicurazione sociale rendono le donne troppo indipendenti dagli uomini per essere facilmente sedotte. Non solo. Sfogliando le pagine dei manuali, si trovano numerosi consigli per approcciarsi alla violenza sessuale, dal modo in cui un uomo può forzare la donna quando è fragile, puntando sul suo senso di colpa, alla predilezione per quelle con disordini alimentari, fino al consiglio di non fermarsi ai “No”. Per lui la volontà è un accessorio.

RooshLui lo chiama “neomaschilismo”, o “turismo d’amore”. Secondo altri, invece, si tratta di veri e propri consigli su come stuprare una donna in località straniere senza essere accusati di questa violenza. Ritiene che le donne non siano in grado di regolare il proprio comportamento, o prendere decisioni. È convinto che “il valore di una donna dipende in modo significativo dalla sua fertilità e dalla sua bellezza”, al contrario del femminismo e della modernità, “rovina della società occidentale che opprime gli uomini”. Tra i tanti scritti, risalta all’occhio quello intitolato “9 segreti sulla natura femminile rivelati da una ragazza hot che sta morendo di cancro”. Racconta le rivelazioni che gli avrebbe fatto una trentenne ammalata di cancro allo stadio terminale. Data la morte imminente, avrebbe deciso di rivelare cosa siano davvero le donne.

Non mancano particolari a luci rosse. La ragazza afferma che tutte le donne sono molto più eccitate e insaziabili degli uomini, fanno sesso con i cani (ecco perché hanno tutte cani maschi). Roosh ha di recente pubblicato un ulteriore saga, intitolata “Bang”. Per l’autore è una guida per dormire con “tonnellate di donne”. In “Bang Iceland” l’autore americano ha apertamente confessato di avere violentato una donna: “Mentre tornavo a casa, ho capito quanto lei fosse ubriaca – si legge -. In America, fare sesso con lei sarebbe stato uno stupro, dal momento che lei, legalmente, non era in grado di dare il suo consenso. Non aiuterebbe il fatto che io ero sobrio, ma non posso dire che mi interessasse o che abbia addirittura esitato. Non razionalizzo le mie azioni, faccio solo sesso”. Uno schiaffo alla dignità umana.

“Se la mia proposta diventasse legge – continua Roosh V – nessuna donna si accompagnerebbe più con un uomo con cui non vuole andare a letto”. In altre parole, Valizadeh colpevolizza le donne di ritrovarsi in una stanza da letto con l’uomo “sbagliato”. Secondo il giovane e contestato autore, rendendo la violenza sessuale legale, se commessa in una proprietà privata, gli stupri diminuirebbero “perché le donne smetterebbero di seguire strani sconosciuti nelle loro case”. Inoltre, sempre meno uomini sarebbero ingiustamente incarcerati. Sfortunatamente, quattro stupri su cinque avvengono per mano del partner, o dell’ex, proprio in casa.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

2 COMMENTS

Comments are closed.