IL PAPA ALL’ANGELUS: “DIO NON CI INCHIODA AL PECCATO” Ai fedeli convenuti in piazza San Pietro Francesco regala il Vangelo

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“Dio non ci identifica con il male che abbiamo commesso. Ci vuole liberare”. E’ il cuore del discorso di Papa Francesco, pronunciato quest’oggi per la preghiera mariana dell’Angelus. Sotto un cielo plumbeo, davanti ad una piazza San Pietro affollata da migliaia di pellegrini, Bergoglio incentra la sua riflessione sul Vangelo di questa Quinta Domenica di Quaresima. “E’ un brano molto bello, a me piace tanto leggerlo – confida il Papa -. Presenta l’episodio della donna adultera, mettendo in luce il tema della misericordia di Dio, che non vuole mai la morte del peccatore, ma che si converta e viva”.

La scena si svolge nella spianata del tempio. “Gesù sta insegnando alla gente, ed ecco arrivare alcuni scribi e farisei che trascinano davanti a Lui una donna, sorpresa in adulterio”. La donna si viene cos a trovare in mezzo, “tra Gesù e la folla, tra la misericordia del Figlio di Dio e la violenza dei suoi accusatori”. Tuttavia, ricorda il Papa, “essi non sono venuti dal Maestro per chiedere il suo parere, ma per tendergli un tranello. Infatti, se Gesù seguirà la severità della legge, approvando la lapidazione della donna, perderà la sua fama di mitezza e bontà che tanto affascina il popolo; se invece vorrà essere misericordioso, dovrà andare contro la legge, che Egli stesso ha detto di non voler abolire ma compiere”.

La cattiva intenzione degli scribi “si nasconde sotto la domanda che pongono a Gesù: ‘Tu che ne dici?'”. Ma il Maestro “non risponde, tace e compie un gesto misterioso”. Nel brano del Vangelo si legge: “Si chinò e si mise a scrivere con il dito per terra”. Invita tutti alla calma, a non agire sull’onda dell’impulsività, “a cercare la giustizia di Dio. Ma quelli insistono e aspettano da Lui una risposta. Sembrava che avessero sete di sangue”. In quel momento Gesù alza lo sguardo e dice: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. E’ una risposta che spiazza gli accusatori, “disarmandoli tutti nel vero senso della parola: tutti deposero le ‘armi’, cioè le pietre pronte ad essere scagliate, sia quelle visibili contro la donna, sia quelle nascoste contro Gesù”.

“E mentre il Signore continua a scrivere per terra, gli accusatori se ne vanno uno dopo l’altro, incominciando dai più anziani, più consapevoli di non essere senza peccato”. Poi, a braccio, ha aggiunto: “Quanto bene ci fa essere consapevoli che anche noi siamo peccatori. E quanto bene ci farà far cadere le pietre per terra che vogliamo gettare contro gli altri per pensare ai nostri peccati”. Lì rimasero solo la donna e Gesù, “la miseria e la misericordia, una di fronte all’altra”. Poi, ancora a braccio: “Questo quante volte accade a noi, quando ci fermiamo davanti al confessionale, con vergogna per far vedere la nostra miseria e chiedere il perdono”. Basta lo sguardo pieno di misericordia e di amore di Gesù, per far sentire a quella persona, forse per la prima volta, che ha una dignità, che lei non è il suo peccato, che può cambiare vita, può uscire dalle sue schiavitù e camminare in una strada nuova.

“Quella donna rappresenta tutti noi peccatori – prosegue Bergoglio -, cioè adulteri davanti a Dio, traditori della sua fedeltà. E la sua esperienza rappresenta la volontà di Dio per ognuno di noi: non la nostra condanna, ma la nostra salvezza attraverso Gesù. Lui è la grazia, che salva dal peccato e dalla morte. Lui ha scritto nella terra, nella polvere di cui è fatto ogni essere umano la sentenza di Dio: ‘Non voglio che tu muoia, ma che tu viva’. Dio non ci inchioda al nostro peccato, non ci identifica con il male che abbiamo commesso. Ci vuole liberare, e vuole con anche noi lo vogliamo insieme con Lui. Vuole che la nostra libertà si converta dal male al bene, e questo è possibile con la sua grazia”.

Dopo la preghiera dell’Angelus, Francesco saluta i pellegrini che hanno raggiunto San Pietro: “Saluto tutti voi, provenienti da Roma, dall’Italia e da diversi Paesi”. Per loro il Papa ha in serbo un regalo: “Vorrei rinnovare il gesto di donarvi un Vangelo tascabile. Si tratta del Vangelo di Luca, che leggiamo nelle domeniche di questo anno liturgico. Vi sarà distribuito gratuitamente dai volontari del Dispensario pediatrico ‘Santa Marta’ in Vaticano, con alcuni anziani e nonni di Roma. Vi invito a prendere questo Vangelo e a leggerlo ogni giorno; così la misericordia del Padre abiterà nel vostro cuore e potrete portarla a quanti incontrate. Alla fine ci sono le sette opere di misericordia. quelle corporali e spirituali. Sarebbe bello che le imparaste a memoria, così è pi facile realizzarle. Vi invito a prendere questo vangelo afficnhè la miserciordia di dio si faccia opera in voi”.

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