VATILEAKS, MONSIGNOR BALDA TORNA IN CARCERE Si sarebbe reso responsabile di tentativi di inquinamento delle prove violando il divieto di comunicare con l'esterno

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Monsignor Lucio Vallejo Balda, uno degli imputati del processo Vatileaks, è stato nuovamente rinchiuso in cella in Vaticano, nella caserma della Gendarmeria. Il provvedimento è stato deciso nei giorni scorsi dalla magistratura d’Oltretevere dopo che l’alto prelato spagnolo – il quale da dicembre era agli arresti domiciliari nel Collegio dei Penitenzieri dopo la precedente detenzione in cella durata due mesi – si sarebbe reso responsabile di tentativi di inquinamento delle prove violando il divieto di comunicare con l’esterno.

La notizia del trasferimento in cella di monsignor Balda è stata confermata da padre Federico Lombardi: “E’ vero, è stato nuovamente arrestato. Perché ha contravvenuto alla indicazione di non comunicare con l’esterno, una delle condizioni in virtù delle quali gli erano stati concessi gli arresti domiciliari”.

Francesca Immacolata Chaouqui, ex consulente vaticana, ha scritto una lettera al Pontefice in cui chiede di essere svincolata dal “segreto pontificio” per poter esercitare in pieno il suo diritto alla difesa. E’ stato il suo avvocato, Laura Sgrò a chiedere di dare lettura della lettera. La donna, di origini italiane, era presente ieri in tribunale in veste di imputata per prendere parte all’udienza tecnica sulle perizie informatiche in vista della ripresa del processo. La richiesta è stata respinta dal presidente del tribunale, Giuseppe Dalla Torre, poiché l’udienza di ieri aveva il solo compito di decidere sull’acquisizione del materiale relativo alle conversazioni tramite WhatsApp e sms tra i due imputati, Chaouqui e Balda, scrutinato nei mesi scorsi dalle perizie informatiche.

Lo scandalo riguardante la fuga di informazioni riservate in merito alla Città del Vaticano è iniziato nei primi di novembre. L’accusa per i due imputati è di sottrazione di informazioni riservate dello Stato della Città del Vaticano, in questo caso informazioni sulle spese economiche della Santa Sede, già in via d’indagine richiesta da Papa Francesco; indagato è anche Nicola Maio, segretario particolare di Monsignor Balda. Le informazioni sarebbero poi state divulgate a due giornalisti e pubblicate attraverso due libri. I due autori, i giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi, sono stati indagati e ora sono imputati dalla magistratura vaticana per concorso in divulgazione di documenti riservati.

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