IN PIAZZA PER DIRE “NO” ALLA GUERRA

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soldati italiani

Oggi, sabato 12 marzo 2016, è stata indetta la Giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra, contro l’intervento militare dell’Italia in Libia e contro la disponibilità delle nostre basi per l’utilizzo di droni. Sembrerebbe, infatti, che il governo abbia approvato, nel mese di febbraio, l’autorizzazione all’intervento di forze speciali italiane in Libia per una “operazione di emergenza”, così bypassando la necessaria autorizzazione del Parlamento prevista dalla Costituzione e perfino prevedendo l’invio di un contingente di 5mila militari.

Numerose iniziative sono in programma in tutte le città della Penisola, senza colore politico, ma soltanto come impegno etico e civile del “popolo della pace” e di migliaia di giovani impegnati in difesa dei diritti civili, delle vittime della guerra e dei profughi dai Paesi di guerra.

Si sente parlare di un impiego significativo di un contingente militare, di agenti segreti con scopi poco chiari e della messa a disposizione di basi militari sul territorio italiano per l’utilizzo di droni, ha dichiarato Antonio De Filippis, responsabile del corpo di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, “Operazione Colomba”. “Ci sembra ‘fuori dal tempo’ considerare un intervento militare come principale modalità di risoluzione dei conflitti internazionali. Non solo perché lo prescrive la nostra Costituzione, ma perché è sotto gli occhi di tutti come gli interventi in Nord Africa e in Medio Oriente degli ultimi anni abbiano contribuito unicamente ad incrementare le violenze, le uccisioni e i rischi per i civili”, ha detto De Filippis, così anche rispondendo a quanto dichiarato dall’ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha definito di “vecchio stampo” il pacifismo contro l’intervento italiano in Libia. Alla mobilitazione parteciperanno “tanti giovani che ogni giorno e con costanza si impegnano a sostegno delle vittime e contro le guerre ed i mercanti di morte”, ha affermato il responsabile di “Operazione Colomba”.

Attiviamoci con iniziative pubbliche per fare sentire la voce di chi dice un forte ‘No’ a uno scenario che si promette carico di drammaticità. Le conseguenze di un intervento armato in Libia che vedesse anche l’Italia fra i promotori sarebbero devastanti”, ha affermato il responsabile generale dell’Associazione fondata da don Oreste Benzi. In una nota, la Comunità Papa Giovanni XXIII annuncia che sarà presente nelle piazze italiane, oggi, insieme alle altre associazioni e movimenti, e in modo ufficiale a Rimini e Bologna, per chiedere un rinnovato impegno italiano per una soluzione politica e diplomatica dei conflitti in corso, la costituzione di contingenti internazionali di Corpi civili di pace con compiti di assistenza umanitaria e la sospensione dell’invio di armi italiane o prodotte in Italia verso Paesi coinvolti i conflitti armati, tra i quali l’Arabia Saudita.

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