LA TERRA E’ COSPARSA DI “POLVERE DI STELLE” I ricercatori, coordinati da Michael Bennett, hanno scoperto nei reperti dei grani 'presolari' con quantità insolitamente elevate di isotopi di silicio-30

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polvere di stelle

Il compianto David Bowie, nel creare il suo più noto personaggio Ziggy Stardust, forse non pensava che degli scienziati avrebbero confermato – 46 anni dopo – la sua intuizione “spaziale”. Secondo recenti studi, infatti, il nostro pianeta potrebbe essere cosparso di polvere di stelle, in inglese (appunto) “Star dust”. I ricercatori dell’università del Michigan hanno rintracciato un particolare tipo di microscopiche particelle di polvere sulla superficie e all’interno di meteoriti caduti sulla Terra che potrebbero provenire da esplosioni stellari avvenute molto prima che si formasse il nostro Sole, vale a dire oltre 4 miliardi e mezzo di anni fa. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Physical Review Letters.

I ricercatori, coordinati da Michael Bennett, hanno scoperto nei reperti dei grani ‘presolari’ con quantità insolitamente elevate di isotopi di silicio-30, diversi da quelli tipici che si trovano nel Sistema solare e piuttosto rari sulla Terra. Il team sta ora cercando di comprendere quale evento abbia provocato la diffusione di questa polvere stellare e quando questo sia avvenuto. Una delle ipotesi è che si tratti frutto dell’esplosione di una nana bianca, una stella delle dimensioni della Terra ma con una massa molto compatta superiore a quella del Sole, che avrebbe provocato l’espulsione di materiale stellare sotto forma di gas e polvere nell’ambiente circostante la galassia.

Secondo gli esperti, parte di questo materiale stellare potrebbe essere stato poi ‘riciclato’ durante la formazione del Sistema solare e dei suoi pianeti: “Quando le stelle muoiono – ha commentato Christopher Wrede, uno dei ricercatori – espellono materiale sotto forma di polvere e gas, che poi viene riciclato dalle future generazioni di stelle e pianeti. Questi grani sono dei potenziali messaggeri delle esplosioni stellari classiche e ci permettono di studiare questi eventi in modo non convenzionale”. E di fare un viaggio spazio-temporale all’inizio della formazione dell’universo. Grazie di esistere, Ziggy!

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