TRUPPE LOGORATE E CARENTI, LA SOMALIA NON RIESCE A VINCERE AL SHABAAB Il generale David Rodriguez: "jihadisti indeboliti ma in grado di rispondere alla perdite. Le truppe nazionali sono minate da divisioni interne"

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esercito somalo

La lotta contro al Shabaab non riesce a raggiungere il suo obiettivo perché l’esercito dell’Unione Africana è “logorato” e quello somalo soffre di “carenze endemiche”. Lo ha detto il capo del Comando africano degli Stati Uniti (Africom), David Rodriguez, nel corso di un’audizione tenuta davanti alla commissione Difesa del Senato Usa. Secondo il generale, citato dal sito d’informazione “The East African”, nell’ultimo anno al Shabaab ha perso terreno ed è stato notevolmente indebolito, tuttavia “è in grado di rispondere a queste perdite finanziarie e territoriali, allargando la sua rete a tutta l’Africa orientale”. Rodriguez ha quindi ricordato che i miliziani jihadisti continuano a “portare avanti quasi quotidianamente attacchi asimmetrici letali in Somalia contro le truppe dell’Amisom (la missione dell’Unione africana nel paese, ndr)”

L’esercito nazionale somalo, ha poi ammonito il comandante, “continua a dipendere dalle forze straniere per condurre le sue operazioni ed è minato al suo interno da divisioni a livello di leadership, supporto logistico e di appartenenza a clan”. Inoltre, le aree non controllate dal governo federale somalo “continuano a fornire porzioni di territorio in cui è facile eludere le misure di sicurezza e minacciare i paesi e i governi dell’Africa orientale, così come gli interessi europei e statunitensi”, ha aggiunto Rodriguez, secondo il quale inoltre le tensioni e le divisioni all’interno del governo sono destinate ad aumentare nei prossimi mesi, in vista delle elezioni presidenziali e legislative in programma nel mese di agosto.

L’audizione di Rodriguez è giunta a poche ore dal raid condotto nella notte tra martedì e mercoledì scorsi dalle forze speciali Usa contro una base di al Shabaab ad Audegle, a circa 50 chilometri a ovest di Mogadiscio, nel quale sono rimasti uccisi almeno 20 miliziani jihadisti fra cui un “esponente di spicco” del gruppo, come riferito da fonti d’intelligence somale. Il raid segue quello effettuato lo scorso fine settimana dall’aviazione Usa in un campo di addestramento di al Shabaab situato a circa 200 chilometri a nord di Mogadiscio. Secondo quanto riferito dal Pentagono, nel raid sono stati uccisi più di 150 combattenti jihadisti, bilancio tuttavia smentito da al Shabaab. Le milizie del gruppo jihadista sono state respinte da Mogadiscio nel 2011 a seguito dell’avanzata delle forze di pace dell’Unione africana, ma continuano a sferrare attacchi frequenti in territorio somalo, l’ultimo dei quali è avvenuto ieri a Mogadiscio, provocando la morte di quattro persone.

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