LE SCIMITARRE DELL’ISIS VOGLIONO CONQUISTARE ROMA

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ISIS

La minaccia questa volta arriva da appena 400 chilometri dai nostri confini. E’ il nuovo leader dell’Isis di Libia Abdel Qader Al-Najdi a chiamare a raccolta i combattenti del Califfato per l’offensiva finale contro l’Occidente. Saudita, Abdel Qader al Najdi è il successore di Abu-al-Mughirah al Qahtani ucciso in un raid aereo Usa. La dichiarazione di guerra totale è stata fatta in una intervista al settimanale jihadista Al-Naba, il terrorista si scaglia contro l’Occidente e i nuovi crociati. Nelle sue parole ci sono molti riferimenti al nostro Paese. Nell’intervista il nuovo capo dello Stato Islamico in Libia minaccia Roma, capitale della cristianità. “L’Italia è tra i nuovi crociati e preghiamo per la conquista di Roma da parte dello Stato islamico” ha affermato Abdel Qader Al-Najdi. “Preghiamo che le avanguardie del Califfato in Libia siano quelle che conquisteranno Roma” ha detto assicurando che in Libia il Daesh è solo agli inizi e sta crescendo sempre più. Uno schiaffo alla nostra sicurezza. Il nuovo capo del Califfato in Libia, inoltre, ha promesso all’Occidente una durissima rappresaglia per l’uccisione del suo predecessore, promettendo il peggio a quelli che definisce “i nuovi crociati”. Nell’intervista, Al-Najdi ha parlato del possibile intervento occidentale in Libia. “Gli Stati principali della coalizione sono Francia, Gran Bretagna e Italia. Questa coalizione – ha spiegato – fa parte di una catena già creata dai loro antenati, grandissimi criminali, che hanno combattuto i primi musulmani perché riconoscevano l’Islam”.

Proprio un anno fa l’Isis si materializzò in Libia annunciandosi con un video spettacolare quanto di un’inaudita ferocia: la decapitazione di venti cristiani copti sulle rive del Mediterraneo. In quell’occasione fu lanciata la prima minaccia nei confronti di Roma da parte della costola libica del Califfato nero. Un gruppo che ha visto allargare la sua influenza in Libia in pochi mesi . L’ex regno di Ghedaffi si è frantumato e nel caos un gruppo monolitico come i jihadisti dell’Isis riesce a avere il sopravvento sulle altre milizie. Il primo nucleo si materializza nell’aprile 2014 quando viene rilasciato il primo documento del Consiglio della Shura della gioventù islamica costituita da combattenti tornati dalla Siria, dal Mali e all’Algeria. In quella occasione vengono, tra l’altro, istituiti i Tribunali islamici e l’Emirato di Derna. La diffusione del proclama avviene con una clip che ripropone gli schemi dell’Isis di Siria e Iraq: enormi Suv con miliziani armati che sventolavano bandiere nere. È il 22 giugno 2014 quando la Shura di Derna giura fedeltà al Califfo di Raqqa Abu Bakr al Baghadi.

I bombardamenti egiziani sulla città costringono i miliziani a spostarsi a ovest veso Sirte che verrà conquistata in pochi mesi. Al gruppo si sono uniti molti jihadisti tunisini che dalla Libia fanno incursioni in patria per compiere attentati. Muovendosi attraverso il deserto i miliziani neri hanno puntato alla conquista di Sabrata nel tentativo di accerchiare Tripoli dove comandano le milizie islamiste vicino all’ideologia dei Fratelli Musulmani. Un proclama quello lanciato dal nuovo capo del’Isis di Libia per compattare il gruppo e proporsi come nuovo leader nella galassia jihadista alla luce delle difficoltà del Califfato di Raqqa in Siria sotto attacco concentrico. In questo scenario si inquadra anche la recrudescenza di attacchi contro le postazioni tunisine e in Egitto contro le forze di sicurezza del presidente Al Sisi. Abdel Qader al Najdi punta a creare un Califfato del Nord Africa.

La situazione in Libia, antica provincia di Roma dall’Età repubblicana, si fa facendo sempre più complessa. Il rischio di somalizzazione è concreto. Il Paese è di fatto diviso in quattro. La Cirenaica con Tobruk come capitale e il suo governo riconosciuto in ambito internazionale. La Tripolitania con il parlamento in mano ai gruppi golpisti. Sirte e Derna comandae all’Isis e il Fezzan all’interno, dove le tribù berbere e i predoni si contendono il vasto deserto. Grande sei volte l’Italia, la Libia è un Paese complesso nel quale la presenza di grandi ricchezze di idrocarburi attira gli appetiti di molti. Alla volontà di stabilizzare la Libia e di eliminare il pericolo terroristica dell’Isis non è estraneo il progetto di mettere le mani sulle risorse energetiche. In questo scenario caotico già si parla di dividere il Paese in tre. Una federazione sotto la tutela di Francia Germania Italia ed Egitto. A Parigi andrebbe il Fezzan, l’Italia avrebbe il controllo della regione di Tripoli e inglesi e egiziani otterrebbero Tobruk. Una piano che potrebbe essere accettato anche dai due governi contrapposti. Resta l’incognita dell’Isis e della capacità di resistere e mantenere le sue minacce.

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7 COMMENTS

  1. Noi siamo i Crociati di Santa Madre Chiesa, da 1000 anni.
    Vengano pure, li aspettiamo.
    Non dimenticate Lepanto .
    KCG SOSJ MALTA
    giorgio boselli

  2. La tentazione è forte, ma ricordiamo cosa ci è stato detto:
    Allora Gesù gli disse: “Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada.
    Credi forse che io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in questo istante più di dodici legioni d’angeli?
    Ci crediamo o no?
    Ad es. quelle quattro suore schiacciate e calpestate sul suolo dello Yemen sono più devastanti (per la fede) di quattro portaerei, il Santo Padre – provate a negarlo – ha una portata di fuoco superiore a qualunque capo di stato, etc… etc…

    • Sono d’accordo. Ma non dimentichiamo
      mai di affidarci allo Spirito Santo e alla
      nostra Madre Santa, l’Immacolata Concezione. Maria speranza nostra prega per noi.

    • Vero anche questo Daniele, però :

      LUCA 35-36 : Poi Gesu’ disse: “Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?”. Risposero: “Nulla”.
      Ed Egli soggiunse: “Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. ”

      MATTEO 24, 4-13 : Gesù rispose loro: “Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno. E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi: ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori.
      Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.”

  3. Ma fammi il piacere Giorgio! Vieni giù dal piedistallo ed inserisciti nel tuo tempo. Siamo nel 2016 se te lo sei scordato? Perché già non ci sono fanatici che, esuli da tutto e tutti, hanno trovato qualcosa da fare e come impegnare il tempo, giocando a fare la guerra, succubi di “sporchi giochi di potere”, di certi “burattinai ” che tirano i fili. Alla fine è solo una questione d’interesse economico di pochi loschi individui! Ma è mai possibile che il “popolo”, a qualunque razza appartenga, sia così ignorante e “bue”??? Ma quando inizierà a crescere? Per forza che poi succede tutto questo! La maggioranza non è capace di vedere oltre il proprio naso e il suo piccolo giardino che si tiene stretto con l’egoismo esasperato e l’ipocrisia. Siamo ritornati all’età della pietra solo che ora tra le mani non abbiamo un ascia ma un mitra! Bestie in cerca di sangue e cosi non ci rendiamo conto che NON DOBBIAMO FARE LA GUERRA TRA DI NOI ma dobbiamo “mettere a muro il vero nemico” cioè solo quei pochi che ci impediscono di Vivere! Loro sono il nemico da combattere! Ma…. non ne siamo capaci e sai il perché? Perché non siamo neppure in grado di amministrare la nostra vita come possiamo pretendere di riuscire con quella degli altri? Siamo dei perdenti ed agiamo da perdenti! Diversamente ci tirreremmo su le maniche e ci daremmo da fare per COSTRUIRE e non DISTRUGGERE! Ma…. è solo il mio pensiero!

  4. LA LIBIA ????Sarà una SOMALIA BIS!!!!
    tutti contro tutti
    Prima o poi il conflitto si sposterà tra le nostre strade,purtroppo!!!!
    ormai è tardi per continuare a riflettere se si deve intervenire oppure no,perchè gli scarafaggi
    faranno di tutto per trascinarci nel bordello che si è creato o qualcuno ha creato!!!
    quindi: pensa al meglio ma preparati al peggio !!!
    SENTINEL OF LIBERTY

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