CASO FAILLA-PIANO, I PM: “NON E’ STATA UN’ESECUZIONE”

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salme failla piano

Non è stata un esecuzione quella di Salvatore Failla e Fausto Piano. Ne sono convinti gli inquirenti della Procura di Roma anche alla luce delle autopsie eseguite nelle ultime ore al Policlinico Gemelli. Sul corpo dei due tecnici sono state riscontrate – si aggiunge – una “pluarilità di lesiooni dovuti a colpi d’arma da fuoco” e questo fa ritenere, insieme con una seppur ancora parziale ricostruzione dei fatti, che Failla e Piano siano rimasti uccisi perché si sono trovati in mezzo ad una sparatoria. In particolare sulle salme sarebbero state rivenute numerose schegge di proiettile, questo consentirà, attraverso ulteriori controlli, di risalire all’arma che ha esploso i colpi.

Intanto non si placano le polemiche dalla famiglia Failla sulle modalità attraverso cui è stato eseguito l’esame autoptico in Libia. “E’ stata fatta una macelleria, una vera e propria macelleria” ha detto l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi che cura gli interesse degli eredi del tecnico ucciso la scorsa settimana. I consulenti del penalista hanno potuto eseguire le verifiche del caso insieme con quelli della Procura di Roma. “Sono state rimosse parti di tessuto e di pelle – ha continuato il difensore – in questo modo si rende impossibile capire quale arma ha sparato e da quale distanza”.

Grimaldi ha aggiunto che non sono stati consegnati i vestiti e nemmeno le fotografie o i filmati eseguiti in precedenza riguardo gli accertamenti sul cadavere. “In merito a questa vicenda ed al fatto che il corpo è stato restituito nelle condizioni che abbiamo detto – ha detto – non sappiamo con chi possiamo prendercela”. Dopo l’autopsia la Procura di Roma ha concesso il nulla osta per la restituzione dei corpi alle rispettive famiglie

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