USA2016, HILLARY CLINTON: “NON SARO’ INCOLPATA PER L’EMAILGATE” Durante il dibattito dei democratici, l'ex segretario di Stato ha preso le distanze dalla politica di Obama, assicurando che si impegnerà per non far deportare bambini e immigrati senza documenti che non abbiano commesso reati

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Non sarà incolpata nella vicenda dell’emailgate. Per Hillary Clinton, candidata dei democratici alla nomination per le presidenziali Usa 2016, “questo non accadrà”. L’ex first lady era stata travolta dallo scandalo delle mail – inviate dal suo server di posta personale, invece di quello istituzionale – quando era segretario di Stato. La Clinton, durante il dibattito dei democratici, ha tenuto a sottolineare che prima di lei anche altri segretari di Stato hanno usato la loro mail privata per ricevere mail istituzionali.

Inoltre, durante il duello televisivo con il senatore del Vermont, Bernie sanders, la Clinton ha dichiarato di avere un asso nella manica per ridurre gli interessi sui debiti degli studenti all’università e limitare i tempi in cui devono essere ripagati.

Sempre durante il dibattito dei democratici, la Clinton e Sanders si sono “battuti” su quello che è considerato uno dei principali terreni di scontro della loro campagna e che potrebbe fruttare a uno dei due il voto degli oltre 1,8 milioni di ispanici della Florida, dove il problema è molto sentito: l’immigrazione. Entrambi i candidati sono per una riforma complessiva in materia, ma si sono reciprocamente rinfacciati voti degli anni passati che avrebbero penalizzato gli immigrati. Il senatore del Vermont ha accusato l’ex segretario di Stato di aver sostenuto la deportazione dei bambini provenienti dall’Honduras e la Clinton, incalzata anche da uno dei moderatori, e’ stata costretta a prendere le distanze dalla politica di Obama, affermando di non avere le stesse politiche dell”’attuale amministrazione” e che interverra’ per fermare i raid. I due candidati si sono quindi impegnati a non deportare bambini e immigranti senza documenti che non hanno commesso reati.

 

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