Delitto e pentimento

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Quando avvengono fatti come quello accaduto a Luca Varani ogni padre è assalito da un sentimento di paura, di angoscia, di sconforto. Chi appartiene alle Forze dell’Ordine spesso si trova ad affrontare casi simili: ragazzi apparentemente normali, sani, belli, facoltosi, che si rendono protagonisti di crimini efferati. Tanto da farci chiedere se dietro azioni così illogiche, immotivate, non si nasconda la mano del demonio. Ma un investigatore deve rimanere lucido, non può permettersi un collegamento simile. Il suo compito è raccogliere prove da consegnare ai Pm per consentire l’emersione della verità processuale e, quindi, arrivare all’irrogazione di una pena.

Una funzione che non cancella la domanda di fondo: queste azioni così cattive, così assurde, possono avere una spiegazione razionale? Cos’ha di umano una persona che in una sera qualsiasi decide, per noia o per divertimento, di impartire sofferenza e morte a un altro essere vivente? Può essere trovata una motivazione alla base di questa condotta? Nel momento in cui questi ragazzi hanno deciso di uccidere un loro amico hanno anche consapevolmente ammazzato se stessi, dando, oltretutto, un dolore insopportabile alle proprie famiglie, costringendole a un cammino che, negli anni sarà sempre più difficile.

Il nostro pensiero in questa vicenda deve andare soprattutto ai genitori, i quali, amorevolmente, hanno cresciuto questi giovani, sognando per loro una vita serena, felice che oggi non esiste più. E allora occorre chiedersi cosa possa aver spinto questi giovani al male? La droga, l’alcol, la pazzia?! Esiste una follia di massa? Quanta solitudine c’era nello spirito di questi figli da voler essere colmata con la negazione della vita? Chi se non “il grande tentatore “oggi gode per queste povere anime perdute?

Chi ha avuto modo di imbattersi in crimini tanto orrendi ha dovuto leggere in queste condotte la disperazione, l’infelicità, la negazione stessa di Dio, fonte del dono più grande: la vita, terrena ed eterna. Chi pensa alla vittima di questo delitto non può non provare un grosso dolore per lui e per la sua famiglia e pregare affinché ora si trovi in Paradiso. Ma è importante sperare anche nella giustizia umana, affinché faccia chiarezza e condanni i responsabili.

Questi ragazzi dovranno capire negli anni la gravità delle loro azioni, dovranno pentirsi per aver offeso la vita, negandola alla vittima e a se stessi. E tuttavia non dovrà mai essere loro rifiutato quel perdono che rende l’uomo diverso da ogni altro essere vivente. La società e lo Stato sono invece chiamati a interrogarsi e chiedersi, quanto sia giusta la strada della secolarizzazione che aprendo le porte ad occultismo, esoterismo, riti magici ed indovini di fatto ha chiuso la porta a Dio, aprendola invece al demonio .

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