L’IRAN TESTA MISSILI A LUNGA GITTATA, GELO CON ISRAELE I razzi hanno una gittata di 2 mila chilometri. I generali: "Non puntiamo a un'espansione territoriale"

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Nel corso delle esercitazioni missilistiche i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno lanciato due razzi balistici con gittata di 2 mila chilometri, con gittata di 2 mila chilometri, capaci, quindi, di colpire il “nemico più lontano” di Teheran, cioè Israele. Tanto per chiarire il concetto, l’agenzia semiufficiale Fars ha diffuso la notizia che sui due missili lanciati oggi, un Qadr-H e un Quadr F, vi era la scritta in ebraico “Israele deve essere cancellato”.

In realtà nelle foto e nei filmati diffusi finora, non si vede alcuna scritta sulle fusoliere gialle dei due missili installati a poca distanza l’uno dall’altro, in un avvallamento dei monti Alborz, la catena montuosa che domina Teheran. Da lì i vettori sono partiti per colpire obiettivi prefissati a 1.400 chilometri di distanza sulla costa di Makran, nel sud-est del Paese. Tra il punto più vicino dell’Iran e Israele vi è una traiettoria di circa mille chilometri. Il comandante delle Forze aerospaziali dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Amir Ali Hajizadeh, ha spiegato ai giornalisti iraniani presenti – secondo quanto riferisce l’agenzia Tasnim – che i nuovi missili a lungo raggio sono stati ideati e sviluppati per colpire i nemici dell’Iran e in particolare il regime sionista di Israele.

“Noi – ha detto – non miriamo ad espansioni territoriali, ma chiunque cerchi di fare una mossa distruttiva o oppressiva contro l’Iran, sarà colpito dai nostri missili”. “Le perfide azioni del regime sionista ci sono ben chiare – ha aggiunto- La ragione per cui abbiamo sviluppato missili con una gittata di 2 mila chilometri è per colpire il nemico più lontano, ovvero il regime sionista”. I test missilistici di questi giorni e le bellicose dichiarazioni dei Pasdaran, la milizia d’elite che fa capo alla Guida Suprema l’ayatollah Ali Khamenei, rivelano le contrapposizioni interne tra l’ala militare e conservatrice, contraria ad una normalizzazione dei rapporti con l’Occidente, e la politica moderata del presidente Hassan Rohani e dei suoi alleati riformisti, che invece stanno tentando di attrarre investimenti stranieri in Iran.

Gli alleati di Rohani hanno vinto nelle recenti elezioni per il nuovo Parlamkento, o Majlis, e la nuova Assemblea degli Esperti, l’organismo religioso che dovrà eleggere la prossima guida suprema, qualora Khamenei uscisse di scena. I conservatori-fondamentalisti hanno perso terreno ma continuano ad opporsi alla politica di apertura, avviata con l’accordo sul ridimensionamento del programma nucleare iraniano e la fine dell’embargo internazionale contro la Repubblica islamica. I test missilistici, giocati in chiave anti-israeliana, appaiono un ennesimo tentativo da parte dei “falchi” di indebolire Rohani, nella lunga partita che si è aperta tra i diversi centri di potere iraniani.

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