CAPODANNO PERSIANO, L’ORCHESTRA IRANIANA “SAEKET” SUONERA’ AL PARLAMENTO EUROPEO È la prima volta che l’ensemble si esibisce nella Ue dall’inizio della Rivoluzione islamica del 1979

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La diplomazia passa anche attraverso la musica. Dopo la regolamentazione internazionale del programma nucleare iraniano e la conseguente fine delle sanzioni dell’ONU al paese degli Ayatollah, un’orchestra iraniana si esibirà nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles. È la prima volta che l’ensemble si esibisce nel prestigioso edificio dall’inizio della Rivoluzione islamica del 1979. Il concerto è in programma per la vigilia della primavera, il 20 marzo, una data significativa nel calendario persiano perché segna l’inizio del nuovo anno ed è simbolo di festa, di gioia, di speranza.

A esibirsi in musiche tradizionali e popolari iraniane, davanti agli eurodeputati, sarà la Keivan Saeket Orchestra, un insieme di 60 musicisti e cantanti, uomini e donne dell’Iran. Il filo conduttore del concerto sarà “la musica tradizionale iraniana declinata nelle tante espressioni dello sue diverse tribù ed etnie”. L’evento è organizzato dall’ambasciata iraniana presso la Ue. L’orchestra iraniana farà poi anche tappa a Parigi e in Lussemburgo.

Quello del musicista Keivan Saeket è un nome noto nel panorama nazionale perché il maestro ha già inciso decine di cd e diretto concerti a Teheran con musiche di Vivaldi, Paganini, Albinoni. “Sogno di poter suonare anche in Italia, un Paese che per me rappresenta la culla della cultura europea”, ha recentemente confessato in un’intervista rilasciata a pochi giorni dalla sua esibizione nella capitale delle istituzioni europee. “A Bruxelles vogliamo mostrare il vero volto del popolo iraniano, la nostra cultura e i nostri sentimenti di amicizia e di pace verso il mondo”.

Il gruppo di Saeket ha già calcato palcoscenici importanti quali Stati Uniti, Canada, Australia e persino Iraq. Il direttore dell’orchestra spera che anche la situazione musicale in Iran migliori. “Non è possibile che i concerti vengano cancellati all’ultimo momento non si sa da chi e per quale motivo”, lamenta, riferendosi a una pratica piuttosto diffusa nella Repubblica islamica di Khamenei. “Gli artisti – denuncia – si ritrovano a pagare danni morali e materiali, dopo aver lavorato a lungo e investito soldi per l’organizzazione di eventi musicali”.

Saeket deplora pubblicamente anche le idee degli ultraconservatori che vorrebbero imporre la separazione dei sessi persino negli eventi musicali: “Una cosa assurda che creerebbe solo tensioni”. Ciò che lo preoccupa di più è la formazione musicale delle giovani generazioni, le quali preferiscono suonare per conto proprio in scantinati o luoghi privati, piuttosto che trovarsi a fronteggiare divieti o intimidazioni. “I giovani non devono essere abbandonati alla deriva, devono poter lavorare nelle istituzioni musicali iraniane, alla luce del giorno. La televisione ha il dovere di destinare maggiore spazio alla musica e ai nuovi talenti”, auspica. Anche in nome di questi obiettivi, assicura, il suo gruppo canterà con le diverse voci, maschili e femminili, per il pubblico internazionale di Bruxelles.

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