IRAQ: CATTURATO IL RESPONSABILE DELL’ISIS PER LE ARMI CHIMICHE L'arresto, frutto della nuova strategia della Casa Bianca, è stato annunciato dalle forze speciali americane

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Funzionari iracheni annunciano che durante un’operazione delle forze speciali americane è stato catturato l’ingegnere responsabile per l’Isis delle armi chimiche in Iraq. La notizia è stata riferita da fonti dell’intelligence di Baghdad: si tratta del successo più importante ottenuto da Washington, da quando si è deciso di intraprendere una politica più aggressiva.

L’amministrazione Obama ha infatti lanciato la nuova strategia in dicembre, che consiste nello schierare un commando militare in Iraq dedicato a catturare leader dell’Isis impegnati in operazioni clandestine e nell’inviare forze dell’intelligence a compiere raid sui territori.

I funzionari hanno poi dichiarato che la scorsa settimana il team statunitense aveva catturato l’uomo, ora identificato come Sleiman Daoud al-Afari, che ha circa 50 anni ed ha lavorato per l’Autorità per l’industrializzazione militare di Saddam Hussein, dove si specializzò in armi chimiche e biologiche.

Il New York Times cita fonti del Pentagono che affermano che l’uomo sta rivelando informazioni sul Califfato, che possiederebbe del gas iprite non in grado di uccidere ma di menomare.

Il Pentagono riferisce che il ministro della Difesa dell’Isis Omar al Shishani è “probabilmente rimasto ucciso” nel bombardamento di un drone americano sul nord-est della Siria, insieme ad altri 12 combattenti jihadisti. Si  precisa che il bombardamento e’ avvenuto il 4 marzo e i risultati sono ancora oggetto di verifiche in queste ore.

Secondo il portavoce del Pentagono, Peter Cook, si tratta di un “leader che ha guidato i combattenti Isis in numerose battaglie in Iraq e in Siria”. La sua morte sarebbe un colpo importante alla rete di reclutamento di nuove leve.

I funzionari iracheni che hanno dato la notizia hanno parlato in maniera anonima e non sono autorizzati a rilasciare interviste ai media, sono però considerati fonti sicure, nonostante nessuna conferma venga dagli Stati Uniti. La cattura sferra un colpo al dichiarato intento dell’Isis di sviluppare armi chimiche, a tale scopo il gruppo jihadista ha creato una unità di ricerca apposita, composta da scienziati sia stranieri che iracheni. Ciò desta grande preoccupazione nello scenario nazionale: l’Isis ha infatti guadagnato molto terreno se riesce a nascondere laboratori chimici, dopo avere invaso un terzo del Paese nel 2014, oltre ai territori già controllati nella vicina Siria.

Si crede che il gruppo abbia creato quantità limitate di iprite e che stia cercando di sviluppare altri agenti pericolosi come il gas nervino, anche se gli USA assicurano che il gruppo è ancora lontano dagli obiettivi.

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