INVOCAVA ATTENTATI ALLA STAZIONE TERMINI, IMAM ARRESTATO A CAMPOBASSO L’uomo, un somalo, è sospettato di istigazione alla commissione di delitti con finalità di terrorismo

702
digos

Invocava attentati alla stazione Termini di Roma l’imam arrestato dalla Digos nel centro di accoglienza “Happy Family” di Campomarino (Campobasso). L’uomo è sospettato di istigazione alla commissione di delitti con finalità di terrorismo. Si tratta di un cittadino somali, richiedente asilo, che secondo le accuse “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, svolgeva reiterata attività di istigazione alla commissione di delitti con finalità di terrorismo, nei confronti di correligionari.

L’imam ha invitato i residenti del centro di Campomarino “alla realizzazione di azioni violente, da realizzare nell`ambito della “Jihad” islamica, al punto da ottenere seguito da alcuni ed altamente allarmare altri correligionari, così costretti ad allontanarsi dalla preghiera comune ed indotti ad auspicare l`intervento delle forze dell`ordine”.

I poliziotti hanno appurato che il somalo sfruttava la qualità di guida spirituale della locale comunità musulmana per invitare al Jihad contro gli infedeli. Inoltre, divulgava lattività terroristica di stampo islamico, guardando e facendo guardare ad altri immagini e filmati cruenti di azioni riferibili alle organizzazioni islamiche estremiste, elogiando queste azioni e riferendo agli altri ospiti del centro provenienti da zone prossime alle sedi del conflitto (Medio Oriente e Nord Africa) lintenzione, una volta ottenuto il “passaporto” (cioè la concessione dell`asilo politico in Italia) di recarsi in Siria a combattere.

Il somalo avrebbe esaltato gli attentati terroristici di Parigi, ed il martirio suicidiario, indicando come bersaglio la stazione ferroviaria di Roma, e comunque invitando gli altri ad unirsi alla cruenta Jihad, seguendolo oggi nell`allontanamento dal Centro di accoglienza e in un successivo viaggio vero la Siria, da intraprendere con finalità di arruolamento.

Contestualmente al fermo, la polizia ha perquisito l’indagato, un altro uomo di nazionalità somala, e pertinenze immobiliari del Centro di accoglienza, sequestrando cellulari utilizzati per comunicazioni inerenti i fatti oggetto di accusa.

L’indagine è iniziata nel dicembre scorso e si è svolta attraverso acquisizione di sommarie informazioni, indagini tecniche, perquisizioni ed attività di osservazione e controllo sul territorio. L’uomo è stato portato nel carcere di Larino a disposizione della Procura di Larino, per le competenze inderogabili connesse alla sola richiesta di convalida del fermo, trattandosi di reato di competenza distrettuale, che permane in trattazione dunque presso la Procura della Repubblica di Campobasso che coordina le indagini, in collegamento info-operativo con la Direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo e con Eurojust.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS