USA 2016: SFIDA ALL’ULTIMO VOTO TRA CLINTON E SANDERS Il senatore del Vermont conquista la working class del Michigan, l’ex segretario di Stato la comunità afro americana del Mississippi

475
clinton

È una sfida che sta riservando molte sorprese quella tra Hillary Clinton e Bernie Sanders, i due candidati democratici che stanno affrontando a colpi di duelli tv e discorsi elettorali le primarie Usa, in vista delle elezioni presidenziali del prossimo novembre. Questa volta, è stato il turno del Michigan, del Mississippi, delle Hawaii e dell’Idaho, ma a sorprendere gli esperti sono stati soprattutto i risultati ottenuti nei primi due Stati.

Il Michigan ha visto trionfare il senatore del Vermont, che ha portato a casa un sorprendente risultato – il 50,1% delle preferenze – smentendo i sondaggi dei giorni scorsi che davano la Clinton come super favorita. Questa vittoria ha un significato molto importante per entrambi i candidati: per la Clinton è un campanello d’allarme che mostra come gli indipendenti e la working class bianca si riconoscano nella politica anti- establishment e anti – banche di Sanders; per il senatore, invece, il risultato positivo riapre la partita e lo rende di nuovo un possibile vincitore delle primarie.

In Mississippi, invece, è stata l’ex segretario di Stato a trionfare sul rivale. La Clinton, infatti, è stata premiata dall’elettorato afro-americano, che l’ha scelta con oltre l’83% di consensi. Anche questo risultato deve essere analizzato con attenzione: Hillary si conferma come candidato democratico più apprezzato dalla comunità afro che, è risaputo, rappresenta una fetta di elettorato importantissima.

“In tutta franchezza, pensiamo che le aree più importanti per noi debbano ancora venire”, ha detto Sanders a fine giornata, lo sguardo rivolto verso le prossime tappe. Per quanto riguarda Hillary Clinton, la sconfitta in Michigan è sicuramente una nota negativa e la obbliga a mantenere alta l’attenzione e a non dare per scontata la vittoria.

A destra, invece, sembra tutto molto più chiaro: Donald Trump ha stravinto sui suoi rivali, nonostante buona parte degli imprenditori, del partito repubblicano e dell’establishment americano stiano facendo di tutto per screditarlo agli occhi degli elettori. Il tycoon newyorchese, però, va avanti e sconfigge sia Marco Rubio – ritenuto ormai fuori dai giochi– sia Ted Cruz, superato di 12 punti in Michigan e di 11 in Mississippi, conquistando il voto delle classi sociali più deboli, degli evangelici e della borghesia bianca.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS