SEUL VARA NUOVE SANZIONI CONTRO PYONGYANG Ancora clima incandescente tra le due Coree: anche la Cina si impegna nella denuclearizzazione

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La Corea del Sud ha annunciato nuove sanzioni unilaterali contro Pyongyang, nell’obiettivo 24 istituzioni della Corea del Nord e 38 cittadini, ritenuti coinvolti nello sviluppo di armi di distruzione di massa. Per ora a queste entità è vietato avere rapporti d’affari con compagnie e istituzioni finanziarie di Seul, inoltre due cittadini e sei entità straniere sono finite nella black list per aver sostenuto indirettamente la Corea del Nord.

Per ragioni di sicurezza, Seul bandirà l’entrata di ogni imbarcazione che si sia fermata in Corea del Nord nei precedenti 6 mesi, mentre i cittadini sono stati avvertiti di boicottare il cibo nordcoreano in qualunque parte del mondo si trovino, per evitare che capitali stranieri possano andare a incrementare l’economia delle armi di distruzione di massa, afferma Lee Sukjoon, ufficiale dell’esercito sudcoreano.

I rapporti tra le due Coree sono diventati ancora più tesi dopo l’ultimo test atomico effettuato da Pyongyang il 6 gennaio scorso e, dopo neanche un mese, il lancio di un missile balistico a lungo raggio. Dopo questi due episodi le Nazioni Unite e la Cina – storica alleata della Corea del Nord – hanno varato nuove sanzioni, considerate le più dure degli ultimi 20 anni, nei confronti del regime nordcoreano. Misure che non sono piaciute a Pyongyang che ha risposto lanciando sei razzi a corto raggio nel mare di fronte alle coste sudcoreane.

Ma le tensioni tra i due Paesi, e indirettamente con il resto del mondo, sembrano a non accennare a diminuire. In questi giorni infatti la Corea del Nord ha comunicato che rivedrà la propria dottrina militare in modo da poter compiere attacchi preventivi contro i suoi nemici. Minaccia che Stati Uniti e Corea del Sud hanno accolto dando vita a quella che è la più grande esercitazione militare congiunta della storia. Le “Key Resolve” e le “Foal Eagle”, che proseguiranno fino al 30 aprile, vedono in campo un ingente schieramento di soldati e tecnologie.

Gli Usa, infatti, hanno inviato in Corea del Sud 17 mila soldati, ma anche un sommergibile e una portaerei, entrambi a propulsione nucleare, gli aerei F22. Seul, dal canto suo ha inviato 300 mila militari. Saranno poco meno di 320 mila i soldati che prenderanno parte alle esercitazioni, una volta e mezzo il numero degli uomini impiegati nel 2015.

 

La Cina si è dichiarata disposta a dare seguito alle sanzioni varate dalle Nazioni Unite, annunciando che la priorità è la denuclearizzazione della penisola coreana e il riavvio dei negoziati sul programma nucleare, come afferma il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi.

Date le condizioni di emergenza, numerosi malati oggetto di missioni umanitarie nel nord della penisola sono in pericolo: Seul infatti non darà il permesso alla Fondazione Eugene Bell di inviare i medicinali necessari agli ospedali nordcoreani, così dai vescovi cattolici impegnati nel Paese arriva un appello alla pace e alla riconciliazione.

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