LIBIA, KOBLER: “STOP AI VETI SUL GOVERNO, IL PAESE E’ OSTAGGIO DELLE MINORANZE” L'inviato Onu è stato intervistato da Qn: "La lotta al terrorismo può essere condotta solo da un esecutivo libico"

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“La Libia e il suo popolo non possono rimanere ostaggi di alcune minoranze di Tobruk e di Tripoli, che stanno esercitando ogni forma di pressione per negare alla Libia e al popolo libico la speranza di una vita stabile e sicura raggiungibile solo attraverso il governo di unità nazionale”. Lo ha detto l’inviato Onu in Libia, Martin Kobler, nel corso di un’intervista a Qn.

“A cento membri della Camera dei rappresentanti che appoggiano questo governo nazionale, e che hanno sottoscritto un documento comune al riguardo, è stato impedito di votare – ha raccontato -. I politici devono assumersi il peso di queste loro responsabilità. Se la Camera dei Rappresentanti non deciderà sull’endorsement al governo, i libici hanno il dovere di andare avanti. Si deve agire subito”.

Il tempo, secondo il diplomatico tedesco, è un fattore determinante. “Daesh si sta allargando ogni giorno di più e prende vantaggio dal vuoto politico e di sicurezza che si è venuto a creare. Ogni lotta contro i gruppi terroristici può essere di successo solo se guidata dai libici. Il governo di unità nazionale è in grado di guidare queste azioni di guerra con l’assistenza della comunità internazionale”.

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