ALLARME UE SUL DEBITO PUBBLICO, RENZI: “NON CI SARANNO MANOVRE” Bruxelles richiama l'Italia: "Adottate misure che aumentano il deficit". Il premier: "Non alzeremo le tasse"

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“Non c’è niente di cui aver paura”. Matteo Renzi rassicura così gli italiani dopo l’allarme dell’Unione Europea sul debito pubblico. Il premier, lasciando Bruxelles, ha garantito che non ci saranno manovre lacrime e sangue perché “è finita l’epoca dei politici che alzano le tasse. Se ci sarà una manovra sarà per ridurle”. Eppure l’Eurogruppo ha parlato chiaro, richiamando Roma con toni simili a quelli usati a novembre quando era in discussione la legge di Stabilità. Da allora scrive Bruxelles, “sono state prese misure che aumentano il deficit, e c’è un rischio di significativa deviazione dall’aggiustamento”.

Uno scostamento che “rimane anche se venisse accordato il massimo potenziale di flessibilità”. Non solo. L’Italia non rispetta la regola del debito né nel 2015 né nel 2016. Ma il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan non si allarma, e sottolinea come sia importante il fatto che ora lo stesso Eurogruppo riconosca che “il debito si è stabilizzato e che comincerà a scendere” nel 2016. Anche se, ammette, “ci sono alcuni margini di aggiustamento che andranno sfruttati”.

Fonti del Mef spiegano che il confronto con l’Eurogruppo sui bilanci è stato costruttivo e che nella sostanza della dichiarazione finale non c’è nulla di nuovo. Del resto, “lo scostamento significativo” del deficit strutturale, che si deteriora dello 0,7% nel 2016 invece di migliorare dello 0,1%, faceva già parte dei rilievi della Commissione a novembre. E già allora Bruxelles chiese all’Italia di intervenire, in corso d’anno, per evitare che la deviazione porti ad un richiamo formale ed alla bocciatura delle richieste di flessibilità. Invece l’Eurogruppo rileva che da novembre non sono state prese misure in tal senso. E nonostante riconosca che “il rapporto debito/pil si è stabilizzato nel 2015 e comincia a scendere nel 2016, l’alto debito resta motivo di preoccupazione”. Tanto che “in base alle previsioni d’inverno, l’Italia non rispetterà la regola del debito nel 2015 e 2016”.

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