VERTICE SUI PROFUGHI, ANKARA ALZA LA POSTA

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La Turchia vuole più soldi per far fronte all’emergenza profughi. Nel corso del vertice con l’Unione Europea Ankara ha avanzato richieste politiche e ulteriori finanziamenti, oltre ai 3 miliardi già previsti, che minacciano di far deragliare l’accordo per ridurre il flusso dei migranti verso l’Europa. Oltre ad un aumento di fondi, Ankara chiede un accesso più veloce ai visti Schengen per i cittadini turchi ed un processo accelerato per la sua richiesta di adesione.

Durante il pranzo informale con gli altri leader il premier Ahmet Davutoglu ha esposto “nuove idee” che “vanno al di là” di quanto concordato nell’incontro di giovedì scorso con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. “Questo è il secondo vertice Ue-Turchia in tre mesi. Questo dimostra quanto è indispensabile Ankara per l’Ue e viceversa”, aveva detto Davutoglu al suo arrivo al summit. “La Turchia è pronta a lavorare con l’Ue – ha aggiunto -. A essere un membro dell’Ue, e spero che questo vertice, che non si focalizzerà solo sull’immigrazione irregolare ma anche sull’adesione della Turchia all’Ue, sia un successo ed un punto di svolta nelle nostre relazioni”.

Resta rigida, intanto, la posizione dell’Austria. “Sono favorevole a dire parole chiare: chiuderemo tutte le rotte, anche quella Balcanica” ha annunciato il cancelliere Werner Faymann al suo arrivo a Bruxelles. “I trafficanti non devono avere alcuna opportunità”, ha aggiunto, per molti è stato finora troppo semplice “lasciar passare le persone”. Vienna resta ferma contro la politica del lasciar passare: “Più chiaramente saremo contro, tanto meglio”, ha ribadito il cancelliere. Gli accordi con la Turchia sono una buona cosa, ma “se reggeranno lo si vedrà in futuro”.

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