CALCAGNO E POLLICARDO AI PM: “PICCHIATI E UMILIATI, SIAMO FUGGITI DA SOLI” I due tecnici hanno raccontato ai giudici gli 8 mesi di prigionia a Sabrata. Venivano lasciati per giorni senza cibo e acqua

472
pollicardo calcagno

Otto mesi d’inferno tra violenze fisiche e psicologiche. Ai pm della Procura di Roma Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, i due tecnici italiani rapiti in Libia, hanno raccontato la loro esperienza. Durante la prigionia sarebbero stati picchiati con calci e pugni e in alcuni casi colpiti col manico del fucile. I soprusi sarebbero stati anche di natura psicologica con i carcerieri che a volte non davano loro cibo per giorni.

I due sarebbero riusciti a liberarsi da soli venerdì scorso. Agli inquirenti hanno raccontato che mercoledì i carcerieri hanno prelevato Salvatore Failla e Fausto Piano forse per effettuare un trasferimento in una nuova prigione. Da allora Pollicardo e Calcagno non hanno più incontrato i loro aguzzini e non hanno ricevuto né acqua né cibo e hanno deciso di sfondare la porta del luogo dove erano segregati e sono riusciti a fuggire.

Sono stati tenuti prigionieri da un gruppo islamista non direttamente riconducibile all’Isis, quasi certamente una banda di criminali comuni. Secondo quanto ricostruito dai due con gli inquirenti, nel corso dell’audizione i quattro italiani sono stati tenuti prigionieri sempre nella zona di Sabrata e sempre dalle stesse persone.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS