TUNISIA, SCONTRI A FUOCO TRA POLIZIA E MILIZIANI DEL DAESH, 45 MORTI Il segretario Onu da Algeri: "Non c'è soluzione militare a nessun conflitto"

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polizia tunisia

Prosegue la lotta senza quartiere tra il governo di Tunisi e il Califfato. Secondo il ministero della Difesa tunisino, a Ben Guerdane – città vicina al confine – sono avvenuti degli scontri a fuoco tra l’esercito nazionale e i miliziani dell’Isis, infiltrati dalla vicina Libia. Sono almeno 45 i morti, rivelano le forze di polizia locali. Tra le vittime, numerosi jihadisti ma anche civili e un militare. Durante gli scontri sono stati catturati due terroristi. “La situazione – ha assicurato il ministero della Difesa tunisino – è ora sotto controllo”. I terroristi volevano impadronirsi della caserma dell’esercito e della sede della guardia nazionale, ma sembra non siano riusciti nell’intento.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e il ministro degli Esteri algerino Ramtane Lamamra, parlando della Libia da Algeri, hanno espresso la loro preoccupazione per il conflitto di lunga data in corso nel paese nordafricano. Lo ha riferito lo stesso Ban dopo il suo arrivo in Algeria ospitato dal governo algerino per discutere dei conflitti regionali, tra cui quello libico, del Mali e della crisi del saharawi. “Insieme al ministro degli Esteri abbiamo parlato della preoccupazione profonda che proviamo per la situazione in Libia. Apprezzo molto il ruolo svolto dall’Algeria, in particolare ospitando i colloqui sotto l’egida delle Nazioni Unite”, ha detto Ban ai giornalisti, aggiungendo che “Non c’è soluzione militare a nessun conflitto”. “Per combattere contro il terrorismo – ha proseguito il segretario – c’è bisogno di una soluzione globale” che includa il dialogo con i diversi Paesi e attori della regione. “Tutti gli attori esterni – ha concluso – devono esercitare la propria influenza per calmare la situazione. Altrimenti si aggraverà la crisi umanitaria” e ci saranno sempre più attentati.

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