RENZI: “CON ME PRESIDENTE L’ITALIA NON VA A FARE L’INVASIONE DELLA LIBIA” Il premier italiano è intervenuto nel programma di Barbara D'Urso per parlare della situazione in Libia, delle unioni civili e del ddl Cirinnà

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“A fare l’invasione della Libia con cinquemila uomini l’Italia, con me presidente, non ci va. Non è un videogioco”. Matteo Renzi sceglie il salotto televisivo della domenica pomeriggio per sgombrare il campo da ogni dubbio. Il nostro Paese, ribadisce, è pronto a “mettere in campo i suoi uomini” solo nell’ambito di una “iniziativa internazionale” su richiesta di un governo libico che sia “solido, anzi strasolido”: ora non ci sono le condizioni.

“Io avverto molto questa responsabilità, un primo ministro deve essere prudente, ma la situazione in Libia non è a questo livello, si interviene con iniziativa internazionale e su richiesta del governo libico”, la cui formazione è la vera priorità. “La prima cosa da fare è che ci sia un governo che sia solido, anzi strasolido, e abbia la possibilità di chiamare un intervento della comunità internazionale e non ci faccia rifare gli errori del passato”. “L’ipotesi dei cinquemila uomini in Libia non c’è. Punto”. Renzi ricorda che si è arrivati alla situazione “perché i francesi hanno avuto la bella idea di fare un intervento senza pensare alle ripercussioni. Alla fine sono 4 anni che siamo in stallo”.

Poi Renzi affronta la vicenda degli ostaggi italiani in Libia. “Vorrei dire una cosa a tutti i politici di tutti gli schieramenti: bisogna evitare le strumentalizzazioni selvagge e bieche di queste ore di fronte al dolore. Poi in Parlamento discutiamo” ma sulla vicenda libica ci vogliono “prudenza, equilibrio, buonsenso”, dice il premier. “Dovremmo capire le responsabilità, perché i quattro” uomini poi rapiti “sono entrati in Libia quando c’era un esplicito divieto di entrarci da parte nostra. C’è stata un’operazione di intervento, probabilmente dei cantieri da visitare. E’ ancora da chiarire. La vicenda è molto delicata”, afferma Renzi. “Di sicuro c’è il sostegno alle famiglie”.

L’Italia avrà “entro maggio” una legge sulle unioni civili e il governo “è pronto” a mettere la fiducia anche alla Camera, dopo averla incassata al Senato. Matteo Renzi rilancia sul ddl Cirinnà. “Abbiamo trovato un punto di compromesso” sulla legge sulle unioni civili che passerà anche alla Camera, assicura. E rivendica di aver “mantenuto la promessa”, “la mia preoccupazione era che, con una scusa, ci fosse continuamente un rinvio”. Ora “la cosa vera, importante è fare una grande riforma del sistema delle adozioni, ma un passo alla volta”. Il caso Vendola? Il premier non è voluto entrare nel merito “di un caso specifico perchè chiamo in ballo una persona”. “Quando nasce un bambino è una cosa talmente bella che ognuno di noi dovrebbe essere contento. Poi uno può essere d’accordo o meno sull’utero in affitto. Io sono contrario”.

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