DA VICOLO STRETTO A PARCO DELLA VITTORIA, IL MONOPOLI COMPIE 83 ANNI

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Tutti hanno fatto, almeno una volta nella vita, una passeggiata per Via dei Giardini, passando per il Parco della Vittoria con la speranza di non dovervi fare alcuna sosta. Non perché siano dei luoghi malfamati, ma perché le due caselle viola del Monopoli (Mo-nò-po-ly) che ne portano i nomi sono sempre state considerate “dispendiose tappe di lusso” da cui stare alla larga con. Soprattutto in presenza di case o alberghi, a meno che il giocatore in transito non ha la fortuna di esserne il legittimo proprietario.

Il più venduto gioco da tavola al mondo, giocato in 111 Paesi e tradotto in 44 lingue, compie oggi 83 anni. Prende il nome dal sistema economico del monopolio e ha come scopo finale quello di concentrare il controllo assoluto del mercato immobiliare nelle mani di un solo imprenditore. Tuttavia, non tutti sanno forse che, in origine, il gioco sarebbe stato inventato per finalità molto diverse. Addirittura antimonopolistiche.

Secondo la versione ufficiale data dalla Hasbro, fabbrica di giocattoli che ne detiene il brevetto a livello mondiale, il Monopoli è stato inventato nel 1933 da Charles Darrow, un tecnico dei termosifoni disoccupato che arrotondava facendo il dog walker, il quale adottò, per il suo gioco sulla compravendita immobiliare, i nomi delle strade di Atlantic City dove trascorreva l’estate da bambino. Fu quindi brevettato nel 1935 dallo stesso Darrow e dalla fabbrica di giocattoli Parker Brothers, ed in soli due anni vendette oltre 2 milioni di scatole.

Tuttavia, secondo l’Harper’s Magazine, le vere origini del gioco risalirebbero al 1903, quando un’attrice del Maryland, di nome Lizzie Magie, inventò una sorta di proto-Monopoli per insegnare il Georgismo (una filosofia economica ispirata a Henry George, un economista e filosofo, autore di “Progesso e povertà”), che sosteneva che tutto quel che si trova in natura appartiene a tutta l’umanità e che solo quel che viene creato con il lavoro appartiene agli individui.

Quando nel 1906 il gioco inventato da Magie fu divulgato con il nome di Landlord’s Game, si presentava in modo analogo all’attuale Monopoli, tranne per il fatto che, contrariamente a quanto previsto dalle regole moderne, ammetteva la cooperazione tra i giocatori, che potevano decidere di versare l’affitto non al singolo proprietario ma in un fondo comune. Nel regolamento originario non si faceva menzione della formazione dei monopoli né della possibilità di fare pagare tasse più alte dopo la costruzione di case e hotel, cosa peraltro non contemplata.

Sono molte le teorie elaborate sul come possano essersi trasformate le regole del Landlord’s Game, ma l’unica cosa certa è che quando nel 1906 fu pubblicata la versione definitiva del gioco, il principio dei monopoli si era già consolidato. Il proto-Monopoly, concepito per insegnare la natura antisociale del monopolio, avrebbe dunque lentamente perso con il tempo il messaggio antimonopolistico che lo aveva ispirato, evolvendosi verso il regolamento attuale. Per quasi trent’anni, il gioco inventato da Magie fu liberamente giocato in molte varianti e con diversi nomi, e rimase di pubblico dominio, a disposizione di chiunque volesse imparare a giocarci. Almeno fino a quando Charles Darrow e la Parker Brothers non se ne assunsero la “paternità” ufficiale, trasformando un “Imprevisto” in una miliardaria “Probabilità”.

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