ROMA OSPITA L’ARTE DEL ‘500: PARMIGIANINO E CORREGGIO ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE La mostra sarà curata da David Ekserdjian e sarà aperta al pubblico dal 12 marzo al 26 giugno

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Le Scuderie del Quirinale ospiteranno la mostra “Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento”, una straordinaria esposizione che sarà allestita dal 12 marzo al 26 giugno e che sarà curata da David Ekserdjian, rinomato storico d’arte ed esperto di cultura rinascimentale.

Ekserdjian ha selezionato le opere provenienti dai più importanti musei del mondo, ponendo a confronto i lavori dei due più importanti artisti e protagonisti del ‘500 in Italia: Antonio Allegri, detto “Il Correggio” (1489-1534), e Francesco Mazzola, detto “Il Parmigianino” (1503-1540). Grazie al formidabile talento di questi due artisti, la città di Parma divenne un centro artistico in grado di competere con le grandi capitali dell’arte italiana come Roma, Firenze e Venezia.

Correggio si recò a Parma solo alla fine degli anni ’10 del Cinquecento, all’apice della sua carriera, e vi rimase per il resto della sua vita. Per esaminare tutto il suo percorso artistico, sono stati selezionati circa 20 dipinti che spaziano da soggetti religiosi a temi di carattere mitologico, che ebbero un’enorme influenza sugli artisti successivi, dai Carracci, a Watteau, fino a Picasso.

Quanto alle opere del Parmigianino, che fu molto attivo anche a Roma e a Bologna, oltre ai dipinti di carattere religioso e mitologico, l’accento sarà posto anche sui numerosi ritratti dell’artista. Il confronto tra i due pittori porterà a evidenziare la diversità del loro approccio alla pratica del disegno: quello sostanzialmente funzionale di Correggio e quello più ricco e vario del Parmigianino, artista mosso da un bisogno quasi ossessivo di disegnare.

La mostra include anche dipinti e disegni di altri 4 artisti meno celebri ma non meno talentuosi della cosiddetta Scuola di Parma – Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Mazzola Bedoli e Giorgio Gandini del Grano – a dimostrazione del fatto che uno degli effetti più notevoli della presenza a Parma di Correggio e Parmigianino fu proprio l’emergere di una cerchia di allievi e discepoli.

 

 

 

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