SUPER SATURDAY: E’ CRUZ L’UNICO SFIDANTE DI TRUMP TRA I REPUBBLICANI Nel G.O.T. Cruz vince nel Maine e in Kansas. Trump Louisiana e Nebraska. Nei democratici Clinton vince solo in Louisiana

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È Ted Cruz l’unico vero sfidante del ciclone Donald Trump nell’infuocata campagna elettorale per le presidenziali americane. Lo rivelano i dati del “Super Saturday”, durante il quale gli elettori repubblicani sono stati chiamati a esprimere le loro preferenze in Kansas, Louisiana, Maine e Kentacky mentre quelli democratici lo hanno fatto in Kansas, Louisiana e Nebraska. In palio per il Gop c’erano 155 delegati e per i democratici 126. Non molti, rispetto a stati più pesanti come la Florida, ma comunque fanno numero.

Sul fronte repubblicano la vera sorpresa sono state le vittorie di Cruz nei caucus (le assemblee popolari) in Kansas e Maine, dove si è registrata anche una affluenza record. Il senatore del Texas, appena compreso di aver vinto, si è subito presentato agli elettori come ‘prova’ che è lui l’unica alternativa al temuto Trump. E questo nonostante il bottino più ricco, la Louisiana, se lo sia aggiudicato comunque il favorito, come il Kentucky dove però lo scarto tra i due non è stato enorme. Cruz ha voluto mandare un messaggio chiaro al partito, agli elettori e ai rivali. “È il momento di essere uniti”, ha detto, sottintendendo: “Contro Trump”. E suggerisce ai contendenti per la nomination Gop di fare un passo indietro, concentrando piuttosto su di lui forze e risorse. “Continueremo ad accumulare delegati, ma adesso è necessario che il campo si restringa”.

Il messaggio era diretto principalmente a Marco Rubio, che nel ‘Super Saturday’ non vince niente e che nel Super Martedì l’aveva spuntata soltanto in Minnesota. Il giovane senatore aspetterà senz’altro il voto del 15 marzo in Florida, il suo Stato, prima di ritirarsi, ma finora non ha raggiunto i numeri per presentarsi – come vorrebbe – come l’uomo dell’establishment, colui capace di salvaguardare “il partito di Lincoln e Reagan”.

Davanti a questo scenario, Trump attacca i rivali con la solita verve. “Non è stata una buona serata per Marco Rubio, è il momento per lui di lasciare la corsa”, ha incalzato subito. E ha già le idee chiare sulla battaglia a due contro Cruz: “La vorrei molto. Non vince a New York, non vince in New Jersey, non vince in California”. E poi lo sprint finale a Novembre contro Hillary Clinton che sabato vince soltanto la Louisiana dei tre stati in palio per i democratici, ma ha mantenuto il suo sostanziale vantaggio su Bernie Sanders, nonostante il buon risultato di quest’ultimo che ha prevalso in Kansas e Nebraska.

Il Super Saturday ha rappresentato un test interessante poiché ha fornito una fotografia dell’appeal che i candidati sono riusciti ad avere tra gli elettori del Nord-Est, del Sud e della parte centrale della nazione. Il prossimo appuntamento elettorale cade 15 marzo prossimo: in quel giorno ci sarà un’altra ondata di primarie in Stati ricchi di delegati (Florida, Ohio, Missouri, North Carolina e Illinois) che potrebbe determinare la rotta di questa campagna elettorale. Se Trump vincerà in Ohio e Florida – lo Stato dove il rivale Marco Rubio spera di battere tutti essendo lui il senatore – sarà quasi impossibile fermare la corsa del Tycoon newyorkese, visto che sui 358 delegati in palio per quel giorno, 99 arrivano dalla Florida e 66 dall’Ohio.

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