LIBIA, GLI OSTAGGI LIBERATI PRESTO A TRIPOLI Filippo Calcagno e Gino Pollicardo hanno trascorso la notte nella stazione di polizia di Sabrata e sono "tranquilli"

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Potrebbero essere trasferiti presto a Tripoli (in Libia) i due ostaggi italiani, Filippo Calcagno e Gino Pollicardo, liberati dall’Isis venerdì scorso. I due tecnici hanno trascorso la notte a Sabrata, nella stazione di polizia dove erano stati portati subito dopo il rilascio. “Non sono pronti i documenti: appena saranno pronti, saranno trasferiti”, ha detto la moglie di Calcagno, Concetta Arena, raggiunta telefonicamente dalla stampa. Sia venerdì sera sia questa mattina, Pollicardo ha parlato telefonicamente con la famiglia, a Monterosso al Mare. “Ha semplicemente voluto salutarci e di nuovo tranquillizzarci”, racconta il figlio, Gino Jr. “Ha detto di sentirsi sicuro nel commissariato di polizia di Sabrata e, anche dal tono di voce, ci è sembrato tranquillo”. “Si sentono al sicuro, sono tranquilli”, ha confermato la moglie di Calcagno.

I due operai non hanno svelato il mistero della loro liberazione, né se siano stati interrogati o meno dalla polizia libica. Sulla dinamica che ha portato alla loro liberazione, ci sono infatti versioni differenti. Il generale Hussein al Zawadi, leader della municipalità di Sabrata, ha detto che i due italiani sono stati liberati attraverso un blitz avvenuto “con la collaborazione della popolazione locale” nell’abitazione di una famiglia di origine marocchina, circa tre giorni dopo la scoperta di un nascondiglio dello Stato islamico dove erano detenuti tutti e quattro gli ostaggi. Una donna avrebbe azionato la sua cintura esplosiva uccidendo anche due suoi figli. Ma c’è chi sostiene invece che i due fossero stati abbandonati dagli uomini dell’Isis e che si fossero dunque liberati da soli.

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