TURCHIA, BLITZ DELLA POLIZIA NELLA SEDE DEL QUOTIDIANO ANTI-ERDOGAN "Zaman" è stato accusato dal tribunale di "propaganda terroristica". Preoccupata la Casa Bianca

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Usando cannoni ad acqua e gas lacrimogeni, ieri sera la polizia turca ha fatto irruzione nella sede del giornale “Zaman” (“Il Tempo”), il principale quotidiano di informazione dell’opposizione, dopo che un tribunale aveva deciso di commissariare il gruppo editoriale che controlla il giornale anti-Erdogan più diffuso della Turchia. Il tribunale aveva accusato la testata di “propaganda terroristica” a favore del magnate e imam Fethullah Gulen, uno dei principali “nemici” del premier ordinando inoltre il commissariamento del gruppo Feza che, oltre al giornale e alla sua edizione inglese “Today’s Zaman”, controlla l’agenzia di stampa Cihan, il settimanale Aksiyon e la tv Samanyolu.

“Questo è un giorno nero per la democrazia – ha commentato il direttore del quotidiano, Abdulhamid Bilici – . La libera stampa non sarà messa a tacere”. Il leader del principale partito di opposizione, Kemal Kiliçdaroglu ,ha denunciato l’azione come “un colpo alla libertà di espressione”. Il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha parlato di “interferenza molto grave nella libertà dei media, che non dovrebbe avere luogo in una società democratica”. E anche la Casa Bianca ha parlato di un fatto “preoccupante”. Non è la prima volta che un gruppo editoriale viene commissariato in Turchia. A novembre, alla vigilia delle elezioni, tv e giornali del gruppo Ipek, anche loro nel mirino del governo Erdogan per i rapporti con Gulen, erano stati chiusi. Nelle prossime ore gli amministratori nominati dal tribunale dovrebbero nominare i nuovi direttori.

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