ISRAELE, LA BIBBIA SI INDOSSA COME UN GIOIELLO Un imprenditore israeliano ha creato due microchip che contengono il Vecchio e il Nuovo Testamento

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I vecchi e ingombranti tomi della Bibbia sembrano ormai superati. La nanotecnologia ha rivoluzionato il mondo della scienza, della medicina e dell’industria, ma ora sta portando un grande cambiamento anche nella religione e nel modo in cui i fedeli possono pregare o consultare i testi sacri.

Un imprenditore israeliano, Ami Bentov, ha inventato dei microchip di silicone che contengono l’intera Bibbia e che possono essere indossati come gioielli: braccialetto, catenina oppure come Stella di David. L’uomo ha lavorato insieme alla TowerJazz, un’ azienda che produce materiali semiconduttori: “ho pensato che avrei potuto utilizzare la stessa tecnologia che viene usata per costruire i telefoni cellulari e i pc, invenzioni che tendono a dividere le persone – ha spiegato Bentov a religionnews.com – per fare qualcosa che invece unisca gli uomini. Le persone che sono più vicine alla propria fede, infatti, sono anche più vicine a se stesse e le une con le altre”.

Il fondatore di “Jerusalem Nano Bible” ha creato due chip che contengono rispettivamente il Vecchio e il Nuovo Testamento: il primo contiene i 24 libri della Bibbia ebraica, scritta in antico ebraico; il secondo, invece, ha al suo interno il Nuovo Testamento, scritto in greco antico. Bentov ha fatto sapere che il suo team è al lavoro per creare anche una versione scritta in inglese.

L’obiettivo del progetto è, ovviamente, rendere la Bibbia accessibile a tutti, sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista “fisico”: il microchip, infatti, è l’ideale per chi ha problemi di spazio in casa, può essere portato ovunque nel corso della giornata ed è anche molto discreto.

“Per tanto tempo ho sentito il bisogno di fare qualcosa per combattere il male e tutta la sofferenza che avevo intorno a me- ha raccontato l’imprenditore, che per anni è stato un corrispondente di guerra – voglio lasciare qualcosa di buono ai miei figli e alle prossime generazioni”.

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