SUORE UCCISE IN YEMEN, IL PAPA: “SCIOCCATO E PROFONDAMENTE ADDOLORATO”

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“Scioccato e profondamente addolorato”, così si è definito Papa Francesco nell’apprendere dell’uccisione delle quattro suore Missionarie della Carità e di altre 12 persone in una casa per anziani nella città di Aden, dopo che un commando di terroristi si è introdotto nella struttura, fingendosi un gruppo di parenti degli ospiti del centro.

Il messaggio di cordoglio è arrivato questa mattina a firma del segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin. Il Pontefice si legge ancora nel comunicato, prega che questo “inutile massacro risvegli le coscienze, porti a un cambiamento del cuore, e ispiri tutte le parti a deporre le armi e a riprendere la via del dialogo”.

“In nome di Dio – si legge ancora nel messaggio -, egli esorta tutte le parti nel presente conflitto a rinunciare alla violenza e a rinnovare il loro impegno per il popolo dello Yemen, in particolare per coloro che sono più nel bisogno, che le suore e i loro aiutanti hanno cercato di servire”. Il Papa invia l'”assicurazione delle sue preghiere per i morti e la sua vicinanza spirituale alle loro famiglie e a tutti colpiti da questo atto di violenza insensata e diabolica”. “Su tutti i sofferenti per questa violenza – conclude il messaggio -, il Santo Padre invoca la benedizione di Dio, e in modo speciale estende alle Missionarie della Carità la sua simpatia e solidarietà nella preghiera”.

Anche il cardinale Parolin si è unito al cordoglio del Pontefice, auspicando che “finisca questa campagna di odio e di persecuzione”. Così ha risposto ai giornalisti che oggi, a Matera, lo hanno avvicinato per chiedergli un commento sul massacro in Yemen. “Sono molto addolorato per quanto avvenuto”, ha aggiunto Parolin: “I cristiani restano perseguitati. Le suore uccise non facevano nulla di male ma aiutavano anziani e disabili: sono vittime di gesti inqualificabili. Non sappiamo nulla – ha continuato il Cardinale Parolin – del salesiano scomparso: vi sono contatti con corso con la polizia e speriamo che diano frutti”. Il Segretario di Stato Vaticano, subito dopo, è intervenuto al 19/o congresso dell’Unione stampa cattolica italiana (Ucsi): ha sottolineato il valore di un’informazione corretta e attenta alla verità e ha ricordato quando Papa Francesco si domandò perché facesse più notizia una perdita in borsa della morte di un barbone.

Orrore ad Aden, dove quattro suore Missionarie della Misericordia – ordine fondato da Madre Teresa di Calcutta – sono state trucidate da un commando di terroristi che ha attacco il loro convento. Due delle suore erano ruandesi, una era indiana e la quarta veniva dal Kenya. La tragica notizia è stata confermata all’Agenzia Fides da fonti del vicariato apostolico dell’Arabia meridionale. Oltre alle quattro suore, durante l’attacco sono rimasti uccisi anche 16 collaboratori della comunità e l’autista, mentre è riuscita a mettersi in salvo la madre superiora del convento. Al massacro sono scampati anche tutti gli anziani e i disabili che erano ospitati dalla struttura.

Non si hanno invece notizie di don Tom Uzhunnalil, il sacerdote salesiano indiano che, dopo il saccheggio lo scorso dicembre della chiesa della Sacra Famiglia ad Aden, risiedeva nel convento delle suore, che si teme sia stato rapito.

Secondo le prime ricostruzioni, il commando di terroristi è entrato nel convento usando la scusa di dover far visita ad alcuni parenti. Una volta all’interno avrebbero separato le religiose dalle altre persone presenti nella struttura religiosa e, dopo aver ammanettato gli anziani e i malati, avrebbero aperto il fuoco. Alcune fonti yemenite avrebbero attribuito l’attacco a un gruppo di jihadista affiliati all’Isis, anche se non sono state fatte rivendicazioni.

E’ “un segnale chiaro: si tratta di un qualcosa che ha a che fare con la religione”, sono le parole di monsignor Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale che ha dato la notizia. Il prelato, citato da Radio Vaticana, ha spiegato si essere a conoscenza della difficile situazione, e che le suore che erano state “già in passato oggetto di attacchi mirati correvano un certo rischio”. Tuttavia, ha aggiunto, “avevano deciso di rimanere qualsiasi cosa capitasse, perché questo fa parte della loro spiritualità“.

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