IL PD RIVEDE IL DECRETO MUTUI, I CONSUMATORI: “NON BASTA” Passano da 7 a 18 le rate non pagate perché si possa arrivare alla vendita della casa. L'Unc: "Serve il filtro del giudice"

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Passerà da 7 a 18 il numero di rate non pagate perché si possa procedere alla vendita coatta della casa del debitore inadempiente. Dopo il duro scontro alla Camera con il Movimento 5 Stelle il Pd ha deciso di rivedere il decreto sui mutui. Ma nonostante le rassicurazioni secondo le forze di opposizione il nuovo testo non è stato ancora presentato.

“Ieri il relatore Pd del decreto mutui insieme ad una folta e autorevole rappresentanza del suo partito ha annunciato una serie di modifiche concordate a suo dire con il Governo. – ha detto Giovanni Paglia di Sinistra Italiana – Peccato che non ci sia traccia scritta e soprattutto non risulti alcun testo depositato agli atti, nonostante si affermi che mercoledì fosse già pronto per la discussione”. Secondo Paglia le proposte presentate “sono confuse in alcuni punti e non sembrano sanare i problemi reali in campo, a partire dalla disparità di potere contrattuale fra le parti, che la legge dovrebbe attenuare, e invece rafforza. Questo atteggiamento è scorretto sul piano istituzionale e inaccettabile su quello politico, ma utile alla propaganda”.

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori il passaggio da 7 a 18 rate non basta. “Non è sufficiente specie in un momento di disoccupazione e di crisi come questo. Quello che va lasciato è il filtro del giudice, per evitare che il consumatore sia in balia delle banche” ha detto Stefano Cherti. Apprezzabile, invece, per l’associazione di categoria, “il chiarimento che non si tratta di un generico inadempimento ma di un mancato pagamento delle rate. Un passo avanti, piccolo, però, ed insufficiente”.

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