CASO PETROBRAS, L’EX PRESIDENTE LULA PRELEVATO DALLA POLIZIA L'ex capo di Stato brasiliano è oggetto di un accompagnamento coatto per deporre nell'inchiesta che travolto i vertici della compagnia statale brasiliana

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Si è svolto nelle prime ore della mattinata brasiliana il blitz delle forze dell’ordine che hanno perquisito la casa dell’ex presidente del Brasile Luis Iñacio da Silva, a Sao Bernardo do Campo, nell’entroterra di San Paolo. L’operazione delle forze dell’ordine è inquadrata nella 24esima fase della “Lava Jato”, l’inchiesta delle tangenti che ha coinvolto i vertice della compagnia nazionale Petrobras.

L’ex capo di stato è oggetto di accompagnamento coatto e sarà obbligato a deporre davanti alla polizia giudiziaria. La polizia ha eseguito mandati anche in altri locali, tra cui l’abitazione del figlio di Lula, Fabio Luiz Lula da Silva, l’istituto Lula e la sede della holding delle costruzioni Odebrecht.

Nel frattempo, alcuni tafferugli si sono verificati tra i manifestanti a favore e contro l’ex presidente del Brasile, davanti alla sua residenza. Per cercare di riportare la calma sono intervenuti sul luogo agenti federali e guardie della polizia municipale. Inoltre il partito dei lavoratori (Pt) ha lanciato su Twitter gli hashtag #Lulaprigionieropolitico, #Siamotuttilula, #IlpopoloconLula e #Cisarannoconseguenze, in chiaro segno di protesta contro il prelevamento coatto dell’ex presidente.

La presidente del Brasile, Dilma Rousseff – che non ha voluto rilasciare commenti al riguardo – ha convocato una riunione di emergenza con almeno cinque dei suoi ministri presso la sede della presidenza della Repubblica. “può essere solo l’inizio della fine”, ha dichiarato Antonio Imbassahy, capogruppo del Psdb – il principale partito di opposizione brasiliano – commentando a caldo la nuova fase dell’inchiesta. “Credo che la polizia federale non sarebbe entrata nella casa di Lula se non avesse avuto materiale sufficiente per condurre l’operazione”, ha aggiunto.

 

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