USA 2016, I CANDIDATI GOT APPOGGERANNO TRUMP IN CASO DI NOMINATION Ieri sera l'acceso dibattito televisivo tra il magnate e Rubio, Cruz, Kasich e i giornalisti Fox

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I candidati per la nomination repubblicana Marco Rubio, Ted Cruz e John Kasich hanno assicurato di essere disposti a sostenere Donald Trump nelle presidenziali se dovesse vincere la nomination del Gran Old Party alla prossima Convention di Cleveland. Trump, da parte sua, ha promesso che continuerà a sostenere il partito, anche se dovesse perdere le primarie. Sono le posizioni espresse dai 4 candidati rimasti del G.O.T. ieri durante il duello tv trasmesso dalla Fox News. Il magnate neworkese è uscito vincitore anche da quest’ultimo confronto televisivo, l’undicesimo da inizio campagna presidenziale, noonstante gli attacchi da più fronti sia da parte di Rubio e Cruz, sia da parte della giornalista e moderatrice Megyn Kelly. È da tempo che tra i due non scorre buon sangue, dal loro primo incontro televisivo durante il dibattito di Cleveland, quando Trump si era lasciato scappare un commento sessista sulla giornalista.

La bagarre tra i due – attesa dai milioni di telespettatori più del confronto con i diretti avversari alla nomina del partito – di fatto non c’è stato. Trump ha mostrato rispetto e, a parte qualche battuta, non ha voluto ritornare sullo screzio con la presentatrice. La giornalista di Fox News si è contraddistinta per una serie di domande particolarmente aggressive, che sono andate dagli insuccessi finanziari del magnate alle sue giravolte politiche, ricevendo plausi dai social.

Donald ha tenuto, ha incassato e alla fine è riuscito a restare in piedi uscendone ancora una volta favorito. Rubio ha impostato il dibattito attaccando il Tycoon: “non possiamo consegnare il partito di Lincoln e Reagan a un non conservatore”, ha detto. Cruz ha invece mescolato all’invettiva una strategia positiva: “Sono l’unico che può battere Trump con i dati” ha assicurato. Il principale tema di scontro è stata la politica estera: “Non ha mai preso sul serio il problema della politica estera. Gli manca la curiosità intellettuale per capire queste cose. Donald non le ha”, ha detto Rubio. Risposta lapidaria di Trump: “Conosco il piccolo Marco da tempo e non è un leader. Siamo in un periodo difficile e dobbiamo ricostruire il nostro esercito, aiutare i nostri veterani. Ogni singolo sondaggio dice che su Isis e su il muro io sono il migliore”, ha detto Trump. E ha ragione, le cifre lo danno per super favorito, anche dopo ieri sera.

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