NUOVA MINACCIA DA PYONGYANG: “IL DISPOSITIVO NUCLEARE SIA PRONTO IN QUALSIASI MOMENTO” Il Pentagono ha comunicato di seguire attentamente ogni sviluppo e ha invitato la Corea del Nord ad evitare ulteriori provocazioni

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Dopo aver risposto con un lancio di sei razzi a corto raggio nel Mar del Giappone, proprio di fronte alle coste della Corea del Sud, alle nuove sanzioni dell’Onu, il regime di Pyongyang ha deciso di alzare il tiro, inviando un nuovo messaggio di sfida alla comunità internazionale.

Infatti il leader nordcoreano Kim Jong-Un ha ordinato che il dispositivo nucleare del Paese venga reso pronto per l’uso in qualsiasi momento. A riferirlo è la Cnn, ma le stesse informazioni sono state diffuse anche dall’agenzia sudcoreana Yonhap. L’eco della minaccia ha subito fatto il giro del mondo e fatto suonare diversi campanelli di allarme, tanto che dal Pentagono hanno affermato di stare monitorando con attenzione gli sviluppi della situazione. Inoltre da Washington hanno ribadito alla Corea del Nord il monito di “evitare provocazioni”.

Il livello di attenzione era già alto a poche ore dalla svolta di New York, frutto dell’accordo tra Cina e Usa, quando Pyongyang ha dato il via al test balistico dalla costa orientale di Wonsan: i razzi, la cui tipologia non è chiara, hanno avuto una gittata di 100-150 chilometri prima di finire in mare, secondo lo Stato maggiore congiunto sudcoreano. Una risposta “simbolica”, quella del Nord, quasi dovuta dopo che i media ufficiali avevano messo in guardia con enfasi che altre sanzioni sarebbero state “una grave provocazione” a riprova “della estrema” ostilità di Washington contro il Paese.

Le nuove misure, conseguenza del quarto test nucleare del 6 gennaio e il lancio del razzo/satellite avvenuto un mese dopo, includono, tra l’altro, il mandato d’ispezione ai cargo in partenza o arrivo in Corea del Nord via terra, acqua e aria; il divieto di trasferire o vendere armi leggere al Nord; l’espulsione dei diplomatici nordcoreani che si macchiano “di attività illecite”. Le nuove sanzioni sono state votate all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu e sono state concordate anche con la Cina, storica alleata della Corea del Nord.

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